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costi sicurezza appalti svolti presso sede appaltatore
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piepari
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MessaggioInviato: Gio 11 Dic 2008 - 13:32    Oggetto: costi sicurezza appalti svolti presso sede appaltatore Rispondi citando

carissimi forumiani, l'ASL per cui lavora un mio cliente, che effettua in appallto presso la propria sede le prenotazioni delle visite ecc. , ha chiesto la stima dei costi della sicurezza affermando che si rischia la nullità del contratto ... ma se non silavora presso la sede del l'appaltante e quindi non ci sono interferenze ciò è dovuto o no ?
per gli appalti pubblici occorre stimare anche i costi propri l'appaltatore ?

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"Molto ragionamento e poca osservazione portano all'errore; molta osservazione e poco ragionamento portano alla verità" Alexis Carrel
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Dipiùninso




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MessaggioInviato: Gio 11 Dic 2008 - 21:23    Oggetto: Rispondi citando

 non ho capito niente, compro una vocale, ricomincia da capo:
chi è il committente?
chi è l'appaltatore?
quante ditte sono presenti?
le altre ditte sono sempre legate al committente da appalto?
dove si svolgono i lavori di tutti?
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piepari
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Località: Riccione

MessaggioInviato: Ven 12 Dic 2008 - 9:10    Oggetto: Rispondi citando

cercherò di essere più chiaro: ditta pubblica appalta un servizio di prenotazione (CALL CENTER) ad una coop. di servizi che effettua tale servizo presso la propria sede.

Quindi non ci sono rischi da interferenze. ma viene chiesta la stima dei costi "propri" per la sicurezza da allegare al contratto. questo perchè è un appalto pubblico? da dei cooloqui con gli ispettori della ASL della zona avevo capito che occorreva stimare solo i costi della sicurezza per la riduzione/eliminazione dei risci da interferenze! qs passaggio non mi è chiaro al art. 26 del T.U.  

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Dipiùninso




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MessaggioInviato: Ven 12 Dic 2008 - 9:20    Oggetto: Rispondi citando

Ok adesso è chiaro,

avevi capito bene, non occorrono, ma se proprio li vogliono  tu scrivi: oneri per la sicurezza derivanti da rischi interferenze = 0
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piepari
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Località: Riccione

MessaggioInviato: Ven 12 Dic 2008 - 10:17    Oggetto: Rispondi citando

ok ma il punto è che loro vogliono i costi propri sostenuti dall'appaltatore non quelli per eliminare le interferenze!  
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Dipiùninso




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MessaggioInviato: Ven 12 Dic 2008 - 12:56    Oggetto: Rispondi citando

Allora che ti dicano esattamente a quale articolo di legge si riferiscono!
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Bond
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Località: Ferrara

MessaggioInviato: Ven 12 Dic 2008 - 13:11    Oggetto: Rispondi citando

Non serve che te lo dicano.
Prendi il bando della gara di applto e leggi bene il capitolo relativo.
Se c'è espressamente scritto quello che loro chiedono (costi propri della sicurezza)... e beh... devi fornirli che comprenderanno le visite mediche (se ci sono), la formazione ed informazione, altro che ora non ricordo.
Se non c'è scritto nulla... e beh... si ritorna all'art. 26 con costi = 0...   ... anzi no, non si ritorna da nessuna parte perchè non c'è interferenza e quindi non si applica l'art. 26.

Comunque considera che stai giocando nella gabbia del leone ed ogni precauzione è vivamente consigliata.

Ciaaa
Bond

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Un genitore saggio lascia che i figli commettano errori. E' bene che una volta ogni tanto si brucino le dita.
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Major Tom




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MessaggioInviato: Lun 15 Dic 2008 - 15:36    Oggetto: Rispondi citando

Mi permetto di copiare qui un mio post che è presente nel forum dei cantieri ma che non ha avuto risposta, sicuramente qui è più attinente.


Una domanda: all' art. 26 comma 5 c' è scritto:"Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di somministrazione, anche qualora in essere al momento della data di entrata in vigore del presente decreto, di cui agli articoli 1559, ad esclusione dei contratti di somministrazione di beni e servizi essenziali, 1655, 1656 e 1677 del codice civile, devono essere specificamente indicati a pena di nullità ai sensi dell’articolo 1418 del codice civile i costi relativi alla sicurezza del lavoro con particolare riferimento a quelli propri connessi allo specifico appalto...cut..."

Io intendo che nel DUVRI, come ben dite, vadano indicati i costi relativi alla sicurezza per i rischi interferenti, e ciò viene effettuato in cooperazione tra i due datori di lavoro (ma poi in pratica dal datore di lavoro del Committente....)
Però io nel mio contratto di appalto (siamo fuori dal discorso DUVRI, ma sempre nell' art. 26) devo indicare i miei costi relativi alla sicurezza, ed il Committente giustamente pretende che io li indichi, pena nullità del contratto.
In sostanza, secondo me il comma 5 dell' art. 26 non c'entra nulla con il DUVRI, interferenze, etc...; le interferenze vengono regolamentate dai commi 2 e 3, ma il resto dell' art. 26 parla dei contratti di appalto. Io leggo che nei contratti d' appalto l' appaltatore deve indicare i costi della sicurezza, pena nullità del contratto.

E' esatto?
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MessaggioInviato: Lun 15 Dic 2008 - 15:41    Oggetto: Rispondi citando

Attenzione a fare questi 'cross-post'.
Queste forme indirette di sollecitazione di risposta a quesiti rimasti inevasi sono vietate dalle nostre regole auree.
Vedasi in proposito gli ultimi due commi della regola aurea n. 6
http://www.sicurezzaonline.it/forum_reg_auree.htm
Cordiali saluti
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Major Tom




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MessaggioInviato: Lun 15 Dic 2008 - 16:22    Oggetto: Rispondi citando

In effetti ho esitato prima di postarlo, ma qui si sta affrontando esattamente il tema del mio post, mentre dove l' avevo messo prima era un po' borderline. Invece che ripetere con altre parole lo stesso concetto ho fatto prima a copiare il messaggio che avevo già scritto; se vuole cancellarlo dal forum cantieri temporanei e mobili-->"TU-Costi Sicurezza e DUVRI" non c'è nessun problema, io non trovo il tasto "modifica" per cancellarlo.
Mi scuso per l' inconveniente ma non era cross-posting "furbetto", voleva essere costruttivo.
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givi
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MessaggioInviato: Lun 15 Dic 2008 - 21:55    Oggetto: Rispondi citando

La risposta sta qui:

http://www.sicurezzaonline.it/leggi/legcan/legcan2008/legcan2008ind/legcan2008indice.htm

Leggi la famosa "determinazione":

Il DUVRI non c'entra niente.
Credo vogliano i costi della sicurezza propria per valutare le eventuali anomalie per offerte basse.
Occorre costificare questo: RSPP, MC, DPI, DVR, Costi Info-formazione ....
Ciao

_________________
givi
"... se sbaglio mi corriggerete!"
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Major Tom




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MessaggioInviato: Lun 19 Gen 2009 - 16:51    Oggetto: Rispondi citando

Molto in ritardo ti rispondo.

Ho scorso i dossier da te linkati ma non ho trovato la mia risposta; innanzitutto riguardano per lo più i lavori pubblici, e io parlo di privati (e anche l' art. sopra riportato è valido in entrambi i casi), in secondo luogo non ho trovato un link particolarmente significativo (a parte la Deliberazione dell' 8 Ottobre 2008, che però non centra appieno il problema).

Io leggendo l' articolo in questione resto dell' idea che un appaltore nel suo contratto privato con il committente debba indicare i costi per la sicurezza (quelli propri, i costi della sicurezza ex duvri sono un' altra cosa come ben dici) pena nullità del contratto.
E nella quotidianeità lavorativa trovo molti riscontri di questo, sia da Committenti (che esigono l' indicazione di tali costi) sia da consulenti, e io sono dello stesso avviso.
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givi
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MessaggioInviato: Lun 19 Gen 2009 - 22:05    Oggetto: Rispondi citando

Forse c'è stato un problema di link.  La determinazione è questa e per quanto mi riguarda chiarisce tutto.
_________________
givi
"... se sbaglio mi corriggerete!"
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Major Tom




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MessaggioInviato: Mer 21 Gen 2009 - 11:04    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Originariamente scritto da givi:
Forse c'è stato un problema di link.  La determinazione è questa e per quanto mi riguarda chiarisce tutto.
Ti ringrazio per il link diretto, ad onor del vero questa determinazione era presente anche nel link precedente ma seppur avessi passato su e giù la pagina più volte non ero riusciro a trovarla.  

Ho letto la determinazione, ed a mio avviso essa conferma che un' impresa che fa un' offerta ad un Committente deve indicare nella propria offerta i costi relativi alla sicurezza derivanti dalla propria attività.

La determinazione passa in rassegna dapprima il DUVRI con i suoi costi per la sicurezza relativi alle interferenze; su questo punto penso siamo tutti d' accordo, essi vanno indicati e non sono soggetti a ribasso.
Poi però viene trattato il tema dei costi della sicurezza relativi alle lavorazioni proprie dell' impresa: cito testualmente:

"Dal delineato quadro normativo emerge, quindi, che i costi della sicurezza – sia nel comparto dei lavori che in quello dei servizi e delle forniture – devono essere dalla stazione appaltante adeguatamente valutati ed indicati nei bandi; a loro volta le imprese dovranno nelle loro offerte indicare i costi specifici connessi con la loro attività. Naturalmente, in sede di verifica dell’anomalia di tali offerte, la stazione appaltante dovrà valutarne la congruità rispetto all’entità e alle caratteristiche del lavoro, servizio o fornitura. "

La determinazione poi prosegue ed entra più nello specifico della questione, andando ad indicare il perchè l' appaltatore debba inserire i costi della sicurezza relativi alla propria attività: il motivo di ciò risiede nella necessità da parte dell' appaltatore di avere dei "criteri di valutazione delle offerte anormalmente basse" (cit. art. 86 del Codice dei contratti pubblici); si vuole in pratica permettere all' appaltante di capire se un' offerta apparentemente molto vantaggiosa da parte di un fornitore sia tale perchè esso abbia soprasseduto o non badato alle misure di sicurezza necessarie per l' esecuzione dei lavori.
E' un po' lungo ma penso sia utile riportare per esteso anche questo passo della determinazione:

"C - Costi della sicurezza da non assoggettare a ribasso. "

"In merito al novellato art. 86, comma 3 bis del Codice dei contratti pubblici, occorre chiarire se i costi della sicurezza non assoggettabili a ribasso siano soltanto quelli relativi alle misure preventive e protettive necessarie ad eliminare o ridurre al minimo i rischi di interferenza oppure siano tutti i costi riguardanti l’applicazione delle misure di sicurezza, ivi compresi quelli a carico dell’impresa connessi ai rischi relativi alle proprie attività.

Per risolvere questa problematica è necessario considerare che le modifiche all’art. 86 del Codice dei contratti pubblici si collocano nell’ambito dei “criteri di valutazione delle offerte anormalmente basse”, come recita espressamente la titolazione della disposizione citata. In quest’ottica, il legislatore ha chiesto alla stazione appaltante di valutare, nella verifica della congruità delle offerte, che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza. Quest’ultimo costo, pertanto, deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all’entità e alle caratteristiche dei lavori, servizi e forniture. D’altro canto anche l’art. 87, comma 4, allo stesso riguardo del Codice dei contratti pubblici precisa che “Nella valutazione dell’anomalia la stazione appaltante tiene conto dei costi relativi alla sicurezza, che devono essere specificamente indicati nell’offerta e risultare congrui rispetto all’entità e caratteristiche dei servizi e delle forniture”.



A ciò si aggiunge quanto poi aggiunto dall' art. 26 comma 5 del D.Lgs. 81/08, che come da me sostenuto in un post più sopra è abbastanza chiaro in tal senso, cioè io appaltatore devo indicare nella mia offerta i costi della sicurezza relativi alle mie lavorazioni, pena nullità del contratto. Questo in aggiunta ai costi della sicurezza relativi alle interferenze ex DUVRI, sui quali non abbiamo dubbi.


Mi scuso se sono stato lungo e se ho riportato dei pezzi troppo corposi della sopracitata determinazione (e ringrazio ancora givi per avermela segnalata ), mi piacerebbe un vostro parere in proposito.

Non si preoccupi Major Tom per la lunghezza quando va a vantaggio della chiarezza espositiva.
Ne approfitto per darle il piu' caloroso benvenuto nella nostra community e, al contempo, la saluto cordialmente.

Mod
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Major Tom




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MessaggioInviato: Mer 28 Gen 2009 - 15:16    Oggetto: Rispondi citando

Riprendo la discussione perchè mi viene il dubbio che la delibera di cui sopra possa essere stata emanata in riferimento ai soli contratti pubblici; le condiderazioni riportate nel testo (in particolar modo quelle da me evidenziate nel post precedente) secondo me sono valide sia in quelli pubblici che privati, ma è anche vero che la delibera è stata fatta dall' "Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture" e che questo doppia valenza (pubblico + privati) non è citata nella determinazione.
Voi che ne pensate?

Si è poi aggiunto, come detto, l' art. 26 comma 5 del D.Lgs 81/08, che questa distinzione tra pubblico e privato non la fa ed afferma la necessità di indicare anche i costi propri (vi invito sempre a darmi il vs. parere a riguardo); secondo me quindi, i costi per la sicurezza "propri" non vanno indicati solo nelle gare di appalti pubblici ma anche negli appalti privati.

Aspetto Vs. considerazioni, vi ringrazio
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Major Tom




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MessaggioInviato: Ven 3 Feb 2012 - 15:50    Oggetto: Rispondi citando

Riaggiorno l' argomento a seguito di questa fresca sentenza del Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. 3, 19 gennaio 2012, n. 212 - Specifica stima ed indicazione di tutti i costi relativi alla sicurezza
Martedì 24 Gennaio 2012 19:14  
Consiglio di Stato, Sez. 3, 19 gennaio 2012, n. 212 - Specifica stima ed indicazione di tutti i costi relativi alla sicurezza
N. 00212/2012REG.PROV.COLL.
N. 05122/2011 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 5122 del 2011, proposto da:
L.I. S.p.a., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avv. M. B., con domicilio eletto in Roma, via A. B. n. 26;
contro
l’Azienda Ospedaliera S.A., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avv. V. Di M., con domicilio eletto in R., via P. M. n. 7;
nei confronti di
S.G.S. S.p.a., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avv. A. Z. e M. B., con domicilio eletto in Roma, via della Conciliazione n. 44;
per la riforma
della sentenza del T.A.R. per il Lazio, Sede di Roma, Sezione III Quater, n. 3620 del 27 aprile 2011, resa tra le parti, concernente la procedura di gara per l'affidamento del servizio di noleggio, lavaggio e disinfezione della biancheria per le attività sanitarie dell’Azienda Ospedaliera S.A..
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio della Azienda Ospedaliera S.A. e di S.G.S. S.p.a.;
Viste le memorie difensive;
Viste l’ordinanza presidenziale n. 4870 del 21 ottobre 2010 e la successiva ordinanza cautelare della Sezione V di questo Consiglio di Stato n. 5177 del 9 novembre 2010 che hanno respinto l’appello proposto dalla L. I. S.p.a. avverso l’ordinanza n. 4305 del 30 settembre 2010 con la quale il T.A.R. per il Lazio aveva a sua volta respinto la domanda cautelare proposta dalla predetta società;
Visti tutti gli atti della causa;
Visti gli artt. 74 e 120, comma 10, del c.p.a.;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 25 novembre 2011 il Cons. Dante D'Alessio e uditi per le parti gli avvocati Brugnoletti, Di Martino e Zanetti;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FattoDiritto
1.- L’appellante società L. I. (di seguito Lavin) aveva partecipato alla gara per l’affidamento, per due anni, del servizio di noleggio, lavaggio, disinfezione, consegna e ritiro della biancheria e di tutti gli effetti tessili dell’Azienda Ospedaliera Sant'Andrea, per un importo complessivo di € 4.800.000,00, classificandosi al secondo posto della graduatoria con punti 76,38 (punti 43 per l’offerta tecnica e punti 33,38 per l’offerta economica) dietro alla controinteressata società So.Ge.Si. che era risultata aggiudicataria con punti 85,5 (punti 45,5 per l’offerta tecnica e punti 40,00 per l’offerta economica).
2.- La Lavin ha quindi impugnato davanti al T.A.R. per il Lazio gli atti con i quali era stata aggiudicata la gara alla società S.G.S.. (nonché il bando ed il capitolato di gara) e ne ha chiesto l’annullamento.
Il T.A.R. per il Lazio, Sede di Roma, con la sentenza della Sezione III Quater, n. 3620 del 27 aprile 2011, ha ritenuto, alla luce di quanto affermato dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con la decisione n. 4 del 7 aprile 2011, di dover esaminare prioritariamente il ricorso incidentale proposto dalla società S.G.S. e, avendolo ritenuto fondato, lo ha accolto dichiarando improcedibile il ricorso principale della Lavin.
In particolare il T.A.R. per il Lazio ha ritenuto fondato sia il primo motivo del ricorso incidentale della S.G.S., con cui era stato dedotto che l’amministratore della Lavin, nel rendere la dichiarazione riguardante gli amministratori cessati dalla carica nel triennio antecedente la data di pubblicazione del bando, aveva inserito la puntualizzazione “per quanto a propria conoscenza”, sia il secondo motivo del ricorso incidentale, con cui era stata censurata la mancata indicazione, nell’offerta di Lavin, dei costi relativi alla sicurezza (avendo l’impresa indicato solamente i costi di sicurezza da interferenza).
3.- La società Lavin ha appellato l’indicata sentenza ritenendola erronea sotto diversi profili ed ha chiesto di conseguire l’aggiudicazione della gara e, in via subordinata l’annullamento della gara e, in via ulteriormente subordinata, il risarcimento dei danni, nella misura pari al 5% dell’ammontare dell’offerta oltre al rimborso delle spese sostenute.
3.1.- Sulla affermata priorità del ricorso incidentale rispetto a quello principale, la Lavin ha sostenuto che, come affermato dalla stessa Adunanza Plenaria n. 4 del 2011, il carattere pregiudiziale del ricorso incidentale escludente ha dei temperamenti nell’ipotesi in cui con il ricorso principale si impugna (come nella fattispecie) il bando e il capitolato di gara, in tal caso il giudizio deve passare attraverso la preventiva valutazione della legittimità del bando di gara.
3.2.- La Lavin ha poi ritenute erronee le conclusioni alle quali è giunto il TAR in relazione ai due motivi del ricorso incidentale della S.G.S. Per quanto riguarda la questione della dichiarazione riguardante gli amministratori cessati dalla carica nel triennio antecedente la data di pubblicazione del bando, la Lavin ha evidenziato che il Capitolato non imponeva ai cessati di rendere la dichiarazione personalmente e che quindi legittimamente il legale rappresentante della società aveva presentato una dichiarazione per se e per tutti gli altri amministratori muniti di poteri rappresentanza, in carica e cessati. Tale dichiarazione è stata poi resa sulla base degli elementi in possesso del legale rappresentante e la formula dubitativa utilizzata poteva al massimo costituire motivo per un chiarimento o una integrazione ma non poteva certo giustificare l’esclusione dalla gara.
3.3.- In relazione al secondo motivo del ricorso incidentale della So.Ge.Si. (pure ritenuto fondato dal T.A.R.), la Lavin ha sostenuto di essersi rigorosamente attenuta, nel formulare l’offerta economica, alle prescrizioni del Capitolato (che all’art. 11 obbligava ad indicare i costi della sicurezza di cui all’allegato D che faceva riferimento al DUVRI), e che negli atti di gara non è ravvisabile alcuna prescrizione che imponeva, a pena di esclusione, l’indicazione dei costi della sicurezza diversi da quelli da interferenza.
La Lavin ha poi riproposto le censure sollevate con il giudizio di primo grado e non esaminate dal T.A.R.
3.4.- Al’appello si sono opposte, contestandone la fondatezza, l’Azienda Ospedaliera Sant'Andrea e la controinteressata S.G.S.
4.- L’appello deve essere respinto.
Per quanto riguarda la questione riguardante l’esame preliminare del ricorso incidentale escludente rispetto a quello principale, pure questa Sezione ha di recente affermato che tale principio trova applicazione, fatti salvi alcuni temperamenti, anche nel caso di impugnativa della lex specialis della gara (Consiglio di Stato, Sez. III, n. 6306 del 29 novembre 2011).
Infatti, in tema di ricorsi avverso gli atti di una gara di appalto, pur dovendosi riconoscere in astratto l’azionabilità di posizioni di interesse strumentale, non dirette a ottenere la aggiudicazione ma la rinnovazione della gara, l’esame nel merito dei motivi diretti a demolire la lex specialis di gara può avvenire solo dopo che il giudice ha esaminato e respinto le censure poste in via incidentale intese a contestare le legittimità della ammissione della ricorrente principale alla procedura, dovendo l’interesse strumentale assumere rilievo solo dopo il positivo riscontro della legittimazione al ricorso.
4.1- Non è quindi sufficiente l’impugnazione (anche) del bando o del Capitolato per escludere l’applicazione del principio secondo il quale in un giudizio riguardante l’aggiudicazione di una gara deve essere preliminarmente esaminato il ricorso incidentale escludente.
4.2.- Né, nella fattispecie, può farsi applicazione di quei temperamenti (nell’applicazione del principio di pregiudizialità) ai quali ha accennato la citata Adunanza Plenaria in quanto tali temperamenti si riferiscono alla particolare ipotesi (che non ricorre nel caso in esame) in cui il ricorrente incidentale ha dedotto in sostanza la mancanza di legittimazione del ricorrente principale (per la mancanza dei requisiti di partecipazione) e questi abbia censurato in radice (in relazione alla questione sollevata) il bando di gara per il contrasto con le norme che ne regolano la formazione.
Come ricordato anche dalla resistente Azienda Ospedaliera, la stessa Adunanza Plenaria ha infatti affermato che “la circostanza che il ricorrente principale abbia impugnato il bando rileva nei soli limiti in cui tali censure possono concretamente riflettersi sull’accertamento della legittimazione al ricorso contestata dal ricorrente incidentale”.
4.3.- Considerato pertanto che, nella fattispecie, assumeva carattere pregiudiziale l’esame del ricorso incidentale, che aveva la finalità di contestare la legittimazione ad agire del ricorrente principale, la decisione appellata deve essere sul punto confermata.
5.- La sentenza del T.A.R. per il Lazio deve essere poi confermata anche nella parte in cui ha accolto (nel merito) il ricorso incidentale proposto dalla So.Ge.Si.
5.1.- Al riguardo, si ritiene di dover preliminarmente esaminare la questione riguardante la mancata indicazione (nella offerta economica della Lavin) degli oneri per la sicurezza.
In proposito si deve ricordare che, come affermato di recente da questa Sezione (con le sentenze n. 5421 del 3 ottobre 2011 e n. 4330 del 15 luglio 2011), l’art. 86, comma 3 bis, e l’art. 87, comma 4, del Codice dei Contratti Pubblici impongono, anche per gli appalti di servizi e forniture, la specifica indicazione nell’offerta economica di tutti i costi relativi alla sicurezza.
In particolare gli oneri della sicurezza – sia nel comparto dei lavori che in quelli dei servizi e delle forniture – devono essere distinti tra oneri, non soggetti a ribasso, finalizzati all’eliminazione dei rischi da interferenze (che devono essere quantificati dalla stazione appaltante nel DUVRI) ed oneri concernenti i costi specifici connessi con l’attività delle imprese che devono essere indicati dalle stesse nelle rispettive offerte, con il conseguente onere per la stazione appaltante di valutarne la congruità (anche al di fuori del procedimento di verifica delle offerte anomale) rispetto all’entità ed alle caratteristiche del lavoro, servizio o fornitura.
5.2.- L’art. 86, comma 3-bis, e l’art. 87, comma 4, del d. lgs. n. 163 del 2006 impongono pertanto la specifica stima ed indicazione di tutti i costi relativi alla sicurezza, tanto nella fase della “predisposizione delle gare di appalto” (e quindi nella predisposizione della documentazione di gara) quanto nella fase della formulazione dell’offerta economica.
Peraltro, anche l’art. 26, comma 6, del d. lgs. n. 81 del 9 aprile 2008 (recante norme in materia di tutela della salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro), emanato in attuazione della delega prevista dall’art. 1, comma 1, della legge n. 123 del 2007, stabilisce che, nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell’anomalia delle offerte, nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro ed al costo relativo alla sicurezza, “che deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all’entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture”.
5.3.- Ciò significa che, negli atti di gara, devono essere specificamente indicati, separatamente dall’importo dell’appalto posto a base d’asta, i costi relativi alla sicurezza derivanti dalla valutazione delle interferenze, per i quali è precluso qualsiasi ribasso (art. 86, comma 3-bis. e comma 3-ter, del d. lgs. n. 163/2006), trattandosi di costi ritenuti necessari per la tutela dei soggetti interessati. Gli atti di gara devono poi prevedere che, nell’offerta economica, siano indicati gli altri oneri per la sicurezza (da rischio specifico) che sono variabili perché legati all’offerta economica delle imprese partecipanti alla gara.
5.4.- A loro volta le imprese partecipanti devono includere necessariamente nella loro offerta sia gli oneri di sicurezza per le interferenze (nella esatta misura predeterminata dalla stazione appaltante), sia gli altri oneri di sicurezza da rischio specifico (o aziendali) la cui misura può variare in relazione al contenuto dell’offerta economica, trattandosi di costi il cui ammontare è determinato da ciascun concorrente in relazione alle altre voci di costo dell’offerta.
6.- Applicando tali principi al caso di specie, le doglianze sollevate dalla appellante Lavin, nei confronti della sentenza del T.A.R. per il Lazio che ha accolto il ricorso incidentale proposto dalla So.Ge.Si. a causa della mancata indicazione, nella offerta della Lavin, degli oneri di sicurezza diversi da quelli derivanti da interferenze, sono infondate.
Infatti l’appellante, come è pacifico, si era limitata ad indicare nella sua offerta economica gli oneri di sicurezza per le interferenze (nella misura predeterminata dalla stazione appaltante) ma non aveva anche quantificato gli altri oneri di sicurezza da rischio specifico (o aziendali) che avrebbe dovuto invece quantificare, in rapporto alla sua offerta economica, sia per quanto indicato nelle richiamate (ed inderogabili) disposizioni normative sia perché anche le regole di gara chiaramente prevedevano tale necessaria indicazione.
6.1.- Il Capitolato speciale, all’art. 11, disponeva infatti che: “ L’offerta ai sensi della determinazione n. 3/2008 dell’Autorità per la Vigilanza dei lavori, servizi e forniture dovrà prevedere i costi specifici relativi alla sicurezza di cui all’allegato D (…). I costi della sicurezza da interferenza, non soggetti a ribasso d’asta, sono stati quantificati in euro 5.300,00”.
A sua volta, il DUVRI disponeva, che “Gli oneri della sicurezza determinati devono essere compresi nell’importo totale dei lavori (cioè devono essere inclusi nel computo di progetto) ed individuano la parte del costo dell’opera per il servizio da non assoggettare a ribasso d’offerta. L’appaltatore deve indicare obbligatoriamente nell’offerta i costi della sicurezza specifici afferenti all’esercizio dell’attività svolta dalla propria impresa; la stazione appaltante dovrà valutare, anche in quei casi in cui non si procede alla verifica delle offerte anomale, la congruità dei costi indicati rispetto all’entità e alle caratteristiche del servizio”.
Peraltro, alla luce dello specifico riferimento ai “costi della sicurezza specifici afferenti all’esercizio dell’attività svolta dalla propria impresa”, contenuto nella richiamata disposizione, non può condividersi la tesi dell’appellante secondo cui le disposizioni della lex specialis non prevedevano l’obbligo di indicare, nell’offerta economica, gli oneri di sicurezza diversi da quelli derivanti da interferenze.
6.2.- In conseguenza tale omissione, come affermato dal T.A.R., doveva condurre all’esclusione dalla gara della Lavin per incompletezza dell’offerta, trattandosi peraltro di una omissione particolarmente rilevante, alla luce della natura costituzionalmente sensibile degli interessi protetti (in termini fra le più recenti: Consiglio di Stato, Sez. III n. 4330 del 15 luglio 2011 cit.; Sez. V, n. 17 del 21 gennaio 2011).
7.- La reiezione delle doglianze sollevate con riferimento alla omessa indicazione degli oneri di sicurezza rende inutile l’esame delle doglianze sollevate con riferimento all’altra questione sollevata nel ricorso incidentale dalla So.Ge.Si. che il T.A.R. aveva ritenuto fondata.
8.- In conclusione l’appello deve essere respinto.
Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza)
definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Condanna l’appellante al pagamento delle spese del grado in favore delle due parti resistenti, liquidandole nella somma di € 5.000,00 (cinquemila) più gli accesssori di legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 25 novembre 2011 con l'intervento dei magistrati:
Pier Giorgio Lignani, Presidente
Marco Lipari, Consigliere
Angelica Dell'Utri, Consigliere
Dante D'Alessio, Consigliere, Estensore
Lydia Ada Orsola Spiezia, Consigliere
L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 19/01/2012
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)




In pratica dice chiaramente che, in un appalto pubblico, devono essere obbligatoriamente indicati i costi per le misure interferenti (art. 26 D.Lgs 81/08) ma anche i costi specifici della propria attività, previsti dal D.Lgs 163/2006 (vedi dal punto 5.1 in poi). Penso che per gli appalti pubblici questa sentenza mette una pietra sopra a qualsiasi dubbio od interpretazione sui costi per la sicurezza.

E per gli appalti privati?
Fermo restando l' art. 26 ed i costi per le interferenze, che vanno indicati e su cui non ci piove, come ci si deve comportare con i costi per la sicurezza specifici dell' appaltatore? Il titolo del D.Lgs 163/2006 è "Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE": si applica quindi SOLO  ai contratti pubblici? Perchè poi, all' Art. 1 del medesimo decreto, c' è scritto: "Il presente codice disciplina i contratti delle stazioni appaltanti, degli enti aggiudicatori e dei soggetti aggiudicatori, aventi per oggetto l'acquisizione di servizi, prodotti, lavori e opere"; qui riferimenti al contratto pubblico non ne vedo (sono invece presenti al comma 2) del medesimo articolo), ma leggendo le definizioni di stazioni appaltanti, enti aggiudicatori e soggetti aggiudicatori mi sembra di capire che facciano sempre rifferimento a soggetti pubblici o che utilizzino fondi pubblici.

Quindi: per gli appalti puramente privati io continuo ad andare avanti solo con i costi per le interferenze, è corretto?


Ringrazio chi vorrà dare il proprio contributo.
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emipi




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MessaggioInviato: Ven 3 Feb 2012 - 15:56    Oggetto: Rispondi citando

apparte che sarebbero annullabili il 90% degli affidamenti delle pa, guardando i duvri... quando ci sono oltretutto  

cmq  a quanto ne so, non esiste una disciplina per i contratti privati
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givi
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MessaggioInviato: Ven 3 Feb 2012 - 17:23    Oggetto: Rispondi citando

Premetto che non è facile x me leggere e capire la sentenza.
Comunque:
Quello che mi era (ed è ancora) chiaro è che:
- negli appalti pubblici nell'offerta bisogna indicare i costi "propri" da utilizzare per verificare eventuali anomalie sulle offerte.  Questo lo dicono gli articoli citati e anche la sentenza.
- negli appalti privati non si applica il 163 ma solo l'81;

Quello che non mi è chiaro e se anche i costi "propri" non siano soggetti a ribasso d'asta:  Per i lavori del T4 la norma dice SI (non assoggettare a ribassa d'asta anche questi) ma per il resto .... mi sembra di NO

_________________
givi
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emipi




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Località: PAVIA PROVINCIA

MessaggioInviato: Ven 3 Feb 2012 - 17:40    Oggetto: Rispondi citando

ci sono 2 costi da indicare

costi della sicurezza aziendali, non soggetti a ribasso, e che devono essere un'adeguata percentuale rispetto al monte lavori (le indica l'appaltatore nella sua offerta)

costi per ridurre le interferenze tra i lavoratori, che ai fini della selezione del vincitore, non servono a nulla, solo a identificare bene le misure adtotate ed il loro costo (le calcola la stazione appaltante)
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catanga




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MessaggioInviato: Ven 3 Feb 2012 - 18:36    Oggetto: Rispondi citando

La richiesta è assolutamente corretta.

Art. 86, comma 3-bis del D. Lgs. n° 163/2006.

Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell’anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all’entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture. Ai fini del presente comma il costo del lavoro è determinato periodicamente, in apposite tabelle, dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sulla base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva stipulata dai sindacati comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. In mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro è determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione.
(comma introdotto dall'art. 1, comma 909, lettera a), legge n. 296 del 2006, poi così sostituito dall'art. 8, comma 1, legge n. 123 del 2007)


Questi sono i costi che l'offerente dichiara di sostenere per la tutela della salute e sicurezza dei propri dipendenti per eseguire l'appalto per cui sta presentando offerta.

Ad esempio, nel caso del call center, tra questi costi ci sono quelli sostenuti dal datore di lavoro offerente per la formazione all'uso del VDT, per la sorveglianza sanitaria, ecc..

Questa richiesta è valida solo nell'ambito degli appalti pubblici di lavori, servizi e forniture ma è da considerare come un criterio di assoluta validità anche al di fuori di questo campo specifico.
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