Indice del forum
Home page di Sicurezzaonline.it :: Consulta le Regole Auree
  FAQFAQ   CercaCerca     RegistratiRegistrati   ProfiloProfilo    LoginLogin 

Valutazione del rischio cancerogeno

 
Nuovo Topic   Rispondi   Versione Stampabile     Esci dal forum -> Indice del forum -> Ambito generale
Precedente :: Successivo  
Autore Messaggio
artù
Abbonato



Registrato: 13/03/08 08:19

Località: umbria

MessaggioInviato: Mer 22 Ott 2008 - 11:54    Oggetto: Valutazione del rischio cancerogeno Rispondi citando

purtroppo alcune zone d'ombra su quello che invece dovrebbe essermi chiarissimo!

impianto in cui viene lavorata pece di carbone (sinonimo di IPA) per la produzione di elettrodi per industria siderurgica: sono l'rspp della ditta, che con contratto di appalto da rinnovarsi ogni 2 anni, fa le pulizie dei reparti e degli impianti (oltre che di servizi e uffici).

ovviamente sono i più esposti al rischio data la presenza di polvere in tutti i reparti (gli elettrodi vengono cotti e finiti con una fresatura) ed è stato effettuato il monitoraggio dell'esposizione personale  a IPA e il monitoraggio biologico....ovviamente è stato istituito il registro degli esposti.

il mio dubbio è: ma i dati dell'esposizione personale deve fornirli il committente? però mi sembra una contraddizione in termini dato che trattandosi di un monitoraggio deve essere pianificato dal datore di lavoro della ditta appaltatrice. tutto al più il committente potrebbe fornirmi dati di monitoraggi ambientali e non personali che non solo non sono previsti dal coso 81 ma non fornirebbero informazioni attendibili sull’esposizione personale e di mansione. non ditemi che dipende dal contratto tra le 2 parti: il mio dubbio riguarda la possibilità che tali dati di esposizione debbano rientrare nella individuazione delle interferenze. Il committente si è “limitato” ad informarmi su quali sono i reparti nei quali vengono svolte lavorazioni che implicano la lavorazione di pece di carbone.


II^ dubbio: secondo voi, la valutazione del rischio cancerogeno coincide col monitoraggio personale? intendo dire che in base ai dati dell'esposizione del singolo modulerò anche le azioni (tecniche organizzative e procedurali) da intraprendere per gestire e ridurre il rischio. certo non la dotazione di DPI e la formazione e informazione.

per ora mi fermo perchè potrei scrivere un fiume su questa situazione (evito di parlare di DUVRI, cooperazione e similia perchè tra ciò che dovrebbe essere e quello che è c'è un abisso)...
PS – non ditemi che dipende dal contratto tra le 2 parti
saluti e grazie

_________________
Essere saggio e amare eccede le capacità dell'uomo. (W. Shakespeare)
Torna in cima
Profilo
AM




Registrato: 04/04/08 08:05

Località: FERRARA

MessaggioInviato: Mer 22 Ott 2008 - 13:40    Oggetto: Rispondi citando

Riguardo al tuo primo dubbio e in una situazione analoga riguradante le misurazioni per il rischio chimico io (RSPP ditta appaltatrice) presi la seguente posizione.

[i]Con la presente relazione sono ad esprimere un parere personale, in merito alla corretta interpretazione normativa, nel caso del problema delle competenze nella valutazione del rischio chimico per la salute e la sicurezza e nella predisposizione delle conseguenti misure di prevenzione e protezione, qualora questo si presenti come “rischio interferente” ex art. 26 D.lgs 81/2008.

Nel caso in oggetto ci troviamo di fronte ad una società xxxxxxxxxx(da ora committente) il cui ciclo produttivo prevede la produzione di xxxxxxxxxxxxx; tale attività abbisogna in forma complementare flessibile e non esclusiva di servizi relativi a lavori di facchinaggio, pulizie industriali e movimentazione materiali da svolgersi all’interno dei locali e degli impianti del committente e su materiali dello stesso.
Tali servizi sono appaltati con regolare contratto a xxxxxxxxxxxxxx (da ora appaltatore) la quale dispone delle necessarie autorizzazioni e capacità professionali per l’esecuzione delle attività specifiche, dedotte in contratto.

In relazione a tale accordo contrattuale, sorgono una serie di obblighi in capo alle parti che sono previste, in generale dall’art. 26 del Dlgs. 81/2008 e, nello specifico per quanto riguarda il rischio chimico, dal combinato disposto dello stesso articolo con le disposizioni contenute negli artt. 221 e ss del Dlgs. 81/2008.

Possiamo  innanzitutto premettere che per la legislazione vigente, il committente deve fornire all’appaltatore dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell'ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attivita' e cooperare con l’appaltatore all'attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull' attività lavorativa oggetto dell'appalto e, sempre assieme all’appaltatore coordinare gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell'esecuzione dell'opera complessiva.

Nel caso in questione il rischio chimico rientra fra i rischi della attività propria di xxxxxx committente, che interferisce con i rischi propri della attività di XXXXX appaltatore (es. Movimentazione Manuale del Carico, rischio meccanico per uso mezzi, posture incongrue, ecc.), e pertanto xxxx committente dovrà fornire a XXXX appaltatore tali informazioni

Come adempie il committente ai propri obblighi? Attraverso l’elaborazione del DUVRI.
Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure  adottate per eliminare o, ove cio' non e' possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze.

Tale documento, pertanto, dovrà contenere l’indicazione di tutte le procedure e misure di sicurezza finalizzate alla eliminazione dei rischi interferenti, di pertinenza e concordate da ciascuna delle parti oggetto del contratto, ma elaborato dal solo committente. Sarà cioè il committente a indicare quali misure di sicurezza dovranno essere adottate nella esecuzione dei servizi presso la propria impresa e, aggiungiamo, per quelle relativa alla eliminazione o riduzione dei rischi interferenti propri della attività del committente dovrà operare anche la vigilanza sul rispetto onde evitare di vedersi attribuita la responsabilità (solidale)  per l’accadimento di eventuali infortuni, art. 26 co. 4 D.lgs. 81/2008.

Venendo quindi al rischio chimico e dando per assodato che nel caso in oggetto è “rischio interferente” prodotto dalla committente, il titolo IX capo I art. 223 del D.lgs. 81/2008, prevede che il datore di lavoro, nella valutazione di cui all’art. 28 (documento generale di valutazione dei rischi), valuta i rischi per la sicurezza e la salute con riguardo alla presenza di agenti chimici.

Con riguardo a tale valutazione, il datore di lavoro, deve tenere conto di una serie di elementi, indicati nella seguente tabella, che visti alla luce delle disposizioni contenute nell’art. 26, debbono essere così reperite.

Elemento di valutazione                                Soggetto tenuto a fornire l’informazione informazione
Presenza di agenti chimici e loro proprietà pericolose                                committente
Informazioni sulla sicurezza comunicate da colui che immette sul mercato committente
Livello, tipo e durata di esposizione Livello e tipo, committente
Durata, appaltatore (anche se indotta dal ciclo produttivo committente)
Quantità e circostanze in cui vengono impiegate committente
Valori limite di esposizione committente
Effetti delle misure preventive e protettive adottate e da adottare entrambi
Conclusioni tratte da sorveglianza sanitaria entrambi
Misure previste dall’art. 224 lett. a, d, f, g, committente
Misure previste dall’art. 224 lett. b, c, appaltatore

Determinati tali dati, si dovrà procedere alla determinazione del grado di rischio (valutazione) che, visto la tipologia di informazioni e soprattutto il tipo di misure da mettere in campo, per quanto riguarda la valutazione del rischio sicurezza non potrà che essere fatta dal committente, mentre per quanto riguarda il rischio salute, i dati forniti dal committente dovranno essere valutati dall’appaltatore con riferimento alla durata dell’esposizione e su questa base determinato il grado di rischio, irrilevante o non.

A questo punto la valutazione dei rischi è stata eseguita; in base all’esito dovranno essere messe in atto una serie di azioni.

Se il rischio valutato risulterà non irrilevante (> moderato), l’ art. 225 del D.lgs 81/2008, richiede la messa in opera di una serie di misure finalizzate alla eliminazione o riduzione del rischio, cha anche in questo caso, riteniamo siano di competenza quasi esclusiva del committente, perché legate al ciclo produttivo dello stesso, e cioè:
• Sostituzione degli agenti o modifica dei processi
• Progettazione di appropriati processi lavorativi
• Appropriate misure organizzative e di protezione collettiva
Solo qualora non si elimini il rischio si rende necessario l’uso di DPI

Infine la misurazione degli agenti deve avvenire solo qualora il raggiungimento di un adeguato livello di protezione non possa essere dimostrato con altri mezzi (vedi sopra) e ogni qual volta sono modificate le condizioni che possono influire sull’esposizione.

Sull’assunto sopra esposto, riteniamo pertanto che l’operazione della misurazione sia a carico del committente proprio perché, la necessita o meno degli stessi è dipendente dalla messa o meno in atto di misure di sua competenza e perché responsabile solidalmente per eventuali danni provocati ai lavoratori.
[/i]


Spero ti possa essere utile
Torna in cima
Profilo
Nofer
Abbonato



Registrato: 06/10/04 20:09


MessaggioInviato: Mer 22 Ott 2008 - 15:05    Oggetto: Rispondi citando

disamina dottrinalmente ineccepibile, tranne qualche particolare non applicabile alla fattispecie di artù: e però il povero artù ha problema mica da  niente, l'esposizione a cancerogeni noti!

Allora, da quell'appassionata di cancerogeni e POP's in genere che sono da anni, caro artù ti dò una notizia ferale:  i TUOI lavoratori sono senza meno esposti a molto di più che non i lavoratori originari che producono gli elettrodi, perchè quelli le polveri le lasciano depositare per terra, mentre i tuoi le devono raccogliere, e dunque "movimentare/redisperdere".

A mio avviso, anche se il vostro committente vi fornisse i suoi dati ambientali te ne faresti un gran piffero, atteso che le condizioni di lavoro sono diverse. Ed è questo che dicevo non applicabile della letterilla predisposta da AM, perchè per il facchinaggio, o la movimentazione, effettivamente è il committente che deve dire che e quanti problemi ci sono (ma questo, non voglio esagerare, era previsto già dal 277 per Pb, amianto e rumore), mentre una ditta di pulizia industriale ha per forza di cose un'esposizione a sè stante, e per esperienza ti ripeto che spesso è anche assai superiore.
Ora, prima di continuare, scusate ma mi fa obbligo dirvi che le valutazioni di contaminazione ambientale rientrano a pieno titolo nelle valutazioni del rischio, al merito darsi un'occhiata alla UNI 689/97 + 482/98. Infatti, le misure in posto fisso servono a valutare anche in via preventiva i dati espositivi sia dei lavoratori occasionalmente presenti, sia a maggior ragione l'aggiustamento di valutazione di OEL qualora cambi "la routine".
Detto questo, io sono dell'avviso che attesa la non sovrapponibiltà delle lavorazioni del committente con le vostre, sei tu a doverle fare, le valutazioni E le misure. Le misure servono a capire se le procedure operative messe in atto sono idonee a contenere per quanto possibile il rischio o se occorre rimettersi a tavolino a trovare altri sistemi di lavoro. Non dimenticare che per gli IPA non ci sono "dosi soglia" o valori limite", tutto quello che un DdL può dover fare è cercare di mantenere l'esposizione quanto più possibile vicina a quella della popolazione non esposta professionalmente.

Io, tantissimi IPA, anche con Igiene Ambientale di Univ di qua, ci abbiamo fatto pubblicazioni dal 1998 e ti assicuro che sono bruttissime bestiole. E che non le cerchino di GC, la soglia delle metodiche in HPLC (peraltro, sono quelle ufficiali italiane) è almeno 20 volte più sensibile. E quando si parla di cancerogeni, più bassa è la rilevabilità e più si sta tranquilli, sempre per dire.
Bacio!

_________________
Nofer
_______________________________________
La nuova omertà è non voler sapere (Roberto Saviano)
Torna in cima
Profilo
ursamaior
Abbonato



Registrato: 16/12/04 14:01

Località: L'isola che non c'è

MessaggioInviato: Gio 23 Ott 2008 - 7:40    Oggetto: Rispondi citando

Quoto Nofer con assoluta convinzione.
Il committente deve darti informazioni circa i rischi noti del proprio mbiente di lavoro, nella fattispecie: presenza degli IPA e loro concentrazione ambientale in codizioni standard.
La valutazione successiva spetta alla ditta che fa manutenzione e pulizia trattandosi di un rischio specifico della propria attività (è lei che movimentando gli IPA ne aumenta a dismisura la dispersione nell'ambiente, è lei che deve utilizzare macchinari e procedure di lavoro che ne limitino al minimo la dispersione nell'ambiente, ecc.)

_________________
Lo Stato è come la religione: vale se la gente ci crede (Errico Malatesta)
Torna in cima
Profilo Invia email
artù
Abbonato



Registrato: 13/03/08 08:19

Località: umbria

MessaggioInviato: Gio 23 Ott 2008 - 8:24    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Originariamente scritto da Nofer:

Detto questo, io sono dell'avviso che attesa la non sovrapponibiltà delle lavorazioni del committente con le vostre, sei tu a doverle fare, le valutazioni E le misure.  



Mi convince dunque concordo. E infatti lo scorso anno e nel 2004 abbiamo fatto il monitoraggio sugli esposti.

Il dubbio mi è sorto quando, pensando alla periodicità dei monitoraggi sui lavoratori, mi chidevo se dovessero essere: annuali? almeno triennali (come la valutazione del rischio, se valutazione e monitoraggi coincidono)? in funzione delle evidenze del monitoraggio biologico (che è ovviamente annuale)?

Nofer dice:
Non dimenticare che per gli IPA non ci sono "dosi soglia" o valori limite", tutto quello che un DdL può dover fare è cercare di mantenere l'esposizione quanto più possibile vicina a quella della popolazione non esposta professionalmente.

Ma allora il TLV della pece di carbone (0,2 mcg/m3, che coincide con quello del benzo(a)pirene), che mi rappresenta? Lo devo usare come carta igienica o comunque mi dice che superato devo intervenire drasticamente e non ragionare solo in termini di "miglioramento continuo"? Tra l'altro il limite per la popolazione è di 0,1 (sempre per il benzo(a)pirene).

PS - ho un bel casotto con l'idrossipirene urinario, che sono tutti fumatori e divoratori di arrosto alla brace !

PS2 (per Nofer) - ma che il bacio era per me?  

_________________
Essere saggio e amare eccede le capacità dell'uomo. (W. Shakespeare)
Torna in cima
Profilo
Nofer
Abbonato



Registrato: 06/10/04 20:09


MessaggioInviato: Gio 23 Ott 2008 - 9:52    Oggetto: Rispondi citando

sì, il bacio era per te: io ADORO tutti quelli che fanno fare monitoraggi, anche se non li faccio io!
Tanto premesso, l'1-OHpirene urinario è l'IBE più cog...ne che potessero trovare: troppi fattori di confondimento!
il limite come "pece di carbone/catrame" è 0,2 in mg/m3, per il benzo(a)pirene è 1 ng/mc dal 1994, ed è speranza delle UE farlo diventare 0,1 ng entro il 2010. Io dico che non ce la fanno.
Ed anche se ce la fanno per il benzo(a)pirene, ne restano almeno altri 4-5 che sono anche pezzio, se possibile, in aria.
Uh, importantissimo che ieri me lo ero dimenticato: il "fingerprinting" dei composti è indispensabile ai fini di un corretto studio di contenimento del rischio da IPA, perchè qualcuno è solido piccolo e amorfo, qualcun altro è solido e cristallino, hanno tutti pesi specifici diversi e ... insomma, serve!

_________________
Nofer
_______________________________________
La nuova omertà è non voler sapere (Roberto Saviano)
Torna in cima
Profilo
Stilo
Abbonato



Registrato: 07/10/04 11:06

Località: Motor Valley

MessaggioInviato: Gio 23 Ott 2008 - 17:03    Oggetto: Rispondi citando

Quoto anch'io la diversamente giovane Nofer: valutazione a carico dell'appaltatore.
Però, dico e chiedo, non si potrebbe ricomprendere tale valutazione nei costi per la sicurezza? E quindi, in un certo senso, la valutazione diventa a carico del committente (perchè tali costi sono inseriti nell'offerta economica).
E per fare un'ulteriore chiosa a matrice semantica: nei costi per la sicurezza è lecito inserire anche quelli per la 'salute?'
Un bel TD, complimenti a tutti.
Stilo

_________________
Ut sementem feceris, ita metes.
Torna in cima
Profilo Invia email
Nofer
Abbonato



Registrato: 06/10/04 20:09


MessaggioInviato: Gio 23 Ott 2008 - 19:14    Oggetto: Rispondi citando

stilo ...
se con i complimenti pensi di esserti scansato la domanda che segue, ti sbagliavi.
Non ricordo di preciso, e forse non me ne hai mai parlato, ma, tu, hai sorelle   ?diversamente giovane,  potresti dirlo a una di loro,    vediamo come te le cavi!
lo stesso,  però, fa niente... d'altra parte un doppio 25enne come te può fare di questi commenti...

_________________
Nofer
_______________________________________
La nuova omertà è non voler sapere (Roberto Saviano)
Torna in cima
Profilo
artù
Abbonato



Registrato: 13/03/08 08:19

Località: umbria

MessaggioInviato: Ven 24 Ott 2008 - 12:54    Oggetto: Rispondi citando

dato che siamo daccordo che l'esposizione a IPA dell'appaltatore è un rischio proprio dell'appaltatore  e non un rischio dovuto a interferenze non andrà computato tra i "costi della sicurezza".

certo questa cosa che io vengo a pulire casa tua e che il rischio igienico sia dovuto a una mia lavorazione la considero un modo per semplificarsi la vita dato che, comunque, il rischio è generato da circostanze e condizioni dovute al committente: intendo dire che, ad esempio, il rischio dell'operaio che pulisce i forni o usa la motospazzatrice, dipenderà anche dalle condizioni di pulizia che troverà e che gli faranno trovare i lavoratori del committente.

però il mio dubbio tecnico-normativo rimane irrisolto: secondo voi, la valutazione del rischio cancerogeno coincide con il monitoraggio ambientale sul lavoratore? in altre parole, il dato di esposizione del lavoratore esaurisce l'adempimento della valutazione, dal momento che  sul dato modulerò le azioni di prevenzione e protezione?

_________________
Essere saggio e amare eccede le capacità dell'uomo. (W. Shakespeare)
Torna in cima
Profilo
Stilo
Abbonato



Registrato: 07/10/04 11:06

Località: Motor Valley

MessaggioInviato: Ven 24 Ott 2008 - 13:28    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Originariamente scritto da artù:
dato che siamo daccordo che l'esposizione a IPA dell'appaltatore è un rischio proprio dell'appaltatore  e non un rischio dovuto a interferenze non andrà computato tra i "costi della sicurezza".

Mi pare che i costi della sicurezza vadano indicati in ogni contratto d'appalto, pena la nullità del medesimo, a prescindere se si riferiscano o meno a rischi interferenziali.
Questi ultimi vanno evidenziati nel DUVRI.
Stilo

_________________
Ut sementem feceris, ita metes.
Torna in cima
Profilo Invia email
Nofer
Abbonato



Registrato: 06/10/04 20:09


MessaggioInviato: Ven 24 Ott 2008 - 18:31    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Originariamente scritto da artù:
secondo voi, la valutazione del rischio cancerogeno coincide con il monitoraggio ambientale sul lavoratore? in altre parole, il dato di esposizione del lavoratore esaurisce l'adempimento della valutazione, dal momento che  sul dato modulerò le azioni di prevenzione e protezione?

Secondo me, sì. Cioè, in parte: se l'esposizione esce "non nulla", come ragionevole, la valutazione non si conclude mai, perchè si passa al monitoraggio biologico dell'esposizione (non dimenticate l'assorbimento cutaneo!) ed alla ri-valutazione espositiva dopo aver strologato su come ridurre il rischio etc. etc. etc.
La spirale di quel sacripanto, insomma: Plan, Do, Check, Act di continuo.

_________________
Nofer
_______________________________________
La nuova omertà è non voler sapere (Roberto Saviano)
Torna in cima
Profilo
artù
Abbonato



Registrato: 13/03/08 08:19

Località: umbria

MessaggioInviato: Sab 25 Ott 2008 - 8:41    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Originariamente scritto da Stilo:

Mi pare che i costi della sicurezza vadano indicati in ogni contratto d'appalto, pena la nullità del medesimo, a prescindere se si riferiscano o meno a rischi interferenziali.
Questi ultimi vanno evidenziati nel DUVRI.
Stilo


per un attimo avevo pensato che i costi della sicurezza (che per me erano da riportare nel DUVRI, ma credo sia indifferente dove siano riportati, duvri o contratto) fossero solo quelli relativi alle interferenze. il dubbio seppure piccolo però rimane

voglio dire: se dovessimo computare tutti i costi per la sicurezza, non solo quelli dovuti alle interferenze, si dovrebbe riportarli tutti e di tette e 2 le parti (committente e appaltatore). ma questo mi sembra un assurdo: da nessuna parte sta scritto che debbano essere resi "pubblici" tutti i costi che un'impresa sostiene per la sicurezza.

si parla di costi solo nel caso di gestione delle interferenze, dunque relativi alle interferenze  

_________________
Essere saggio e amare eccede le capacità dell'uomo. (W. Shakespeare)
Torna in cima
Profilo
Nofer
Abbonato



Registrato: 06/10/04 20:09


MessaggioInviato: Sab 25 Ott 2008 - 11:25    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Originariamente scritto da artù:
da nessuna parte sta scritto che debbano essere resi "pubblici" tutti i costi che un'impresa sostiene per la sicurezza.
si parla di costi solo nel caso di gestione delle interferenze, dunque relativi alle interferenze  

...che -come dico sempre io- si parte dall'assunto che comunque un'impresa lavori in sicurezza. E sempre come dico io, ma nessuno mi pensa, se ci sono spese ulteriori agli standards aziendali per eventuali interferenze -da intendersi come rischi aggiuntivi di ciascuno a quelli propri- secondo me fanno parte dell'appalto e basta. Il lavoro costa tot e tot dev'essere, si lavora in sicurezza e basta.
Democraticamente.

_________________
Nofer
_______________________________________
La nuova omertà è non voler sapere (Roberto Saviano)
Torna in cima
Profilo
AM




Registrato: 04/04/08 08:05

Località: FERRARA

MessaggioInviato: Lun 27 Ott 2008 - 11:11    Oggetto: Rispondi citando

Premesso che rimango dell'idea che anche in questo caso si debba parlare di rischio interferente in quanto connesso al ciclo produttivo del committente (come diceva artù, la presenza maggiore o minore del fattore di pericolo dipende dalle condizioni che fanno trovare a chi dovrà pulire); in merito ai costi della sicurezza l'art. 26 è chiaro nel dire che devono essere indicati tutti i costi della sicurezza e con particolare riferimento (io leggo espressi dettagliatamente e per competenza)  quelli dell' appalto.

"Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di
somministrazione, anche qualora in essere al momento della data di
entrata in vigore del presente decreto, di cui agli articoli 1559, ad
esclusione dei contratti di somministrazione di beni e servizi
essenziali, 1655, 1656 e 1677 del codice civile, devono essere
specificamente indicati
a pena di nullita' ai sensi
dell'articolo 1418 del codice civile i costi relativi alla sicurezza
del lavoro
con particolare riferimento a quelli propri connessi allo
specifico appalto


Per me devono essere espressi i costi generali della sicurezza (es. in valore percentuale riferibile all'appalto) e nel dettaglio quelli specifici tesi ad eliminare le interferenze.

Una tale impostazione deriva, a mio parere, dall'obiettivo che vuole raggiungere tale disposizione di legge (art. 26) nel suo insieme

Costi generali = sinonimo di più o meno alta idoneità tecnica e professionale dell'appaltatore

Costi Specifici = eliminazione delle interferenze
Torna in cima
Profilo
            Mostra prima i messaggi di:          Precedente :: Successivo  
Nuovo Topic   Rispondi   Versione Stampabile    Indice del forum -> Ambito generale Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi argomenti in questo forum
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
NON puoi inserire nuovi files (upload) in questo forum
NON puoi scaricare files (downloads) da questo forum




Powered by phpBB © 2000, 2007 phpBB Group

Questo Forum è curato dallo Staff di Sicurezzaonline.it

.:: Consulta le Regole Auree ::.. ¤ ..:: Vai al Vecchio Forum ::.. ¤ ..:: Pubblicità ::.. ¤ ..:: Contatta il Webmaster ::.