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Caduta impedita con cordino > 2 m

 
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Autore Messaggio
prady




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MessaggioInviato: Mer 22 Feb 2012 - 15:01    Oggetto: Caduta impedita con cordino > 2 m Rispondi citando

Salve a tutti, la mia azienda realizza impiant FV sui coperti, e i miei colleghi progettisti mi chiedono aiuto per definire le opere di sicurezza fisse da installare ai fini delle manutenzioni successive. Io sono l'RSPP.
In particolare, le difficoltà maggiori le abbiamo per i tetti a shed.
Personalmente ero orientato per linee vita in corrispondenza delle linee di gronda, punto nel quale si sbarca con scala fissa alla marinara.
Ad esse farei ancorare i lavoratori con un cordino di lunghezza che non supera quella del piano inclinato, in maniera da impedire la caduta oltre al bordo. Inoltre, installando linee vita più corte della linea di gronda, ovvero che si fermano dal bordo laterale ad una lunghezza pari alla lunghezza del piano inclinato, impedirei di cadere anche lateralmente.
Farei inoltre utilizzare anche un arrotolatore per gestire le eventuali cadute attraverso i vetri dello shed.
Allego un disegno illustrativo.
Ora il problema che mi pongo è: visto che i cordini non possono superare i 2m, è possibile usarne uno non a norma della lunghezza che mi pare a me, visto che serve solo per impedire la caduta e non ad assorbirla?
Spero di essere stato chiaro...

Grazie per l'attenzione.

Nicola
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QUADRATO




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MessaggioInviato: Mer 22 Feb 2012 - 15:16    Oggetto: Rispondi citando

per la tua ultima domanda oltre ai cordini e arrotolatori, esistono pure i dispositivi guidati,

In pratica sono costituiti da una corda lunga xxxxx cm e un dispositivo fall stop regolabile in lunghezza. a mio avviso sono migliori rispetto a cordini ed arrotolatori in quanto il lavoratore è sempre soggetto a trattenuta (se usati correttamente)

I problemi di questo tipo di copertura sono principalmente 3:
-caduta all'interno della copertura
- caduta laterale (di testa)
- caduta tra uno shed e l'altro.

i primi 2 problemi possono essere risolti con la linea vita o con un parapetto lungo la testa o con reti antisfondamento lungo i lucernai.

il terzo problema rimane  ed è molto grave in quanto con un cordino anche ridotto e uno shed con dislivelli superiori al 150 cm non potremmo lavorare in trattenuta con il cordino vita ne in arresto caduta.

L'unico modo è realizzare un parapetto o passerella in adiacenza al colmo per impedire la caduta a livello.

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prady




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MessaggioInviato: Mer 22 Feb 2012 - 17:47    Oggetto: Rispondi citando

Grazie mille per la risposta. Non capisco però dove e come dovrei installare il sistema guidato.
Data la configurazione geometica delle falde nei tetti a shed, ovvero un lato molto più lungo dell'altro attorno al quale è inclinato il piano, si deve lasciare la libertà agli operatori di poter "spaziare" lungo tale lato più lungo, e quindi una linea vita mi sembra la soluzione più adatta.
Poi per allontanarsi da tale linea vita, la soluzione migliore che mi veniva in mente era un cordino di lunghezza tale per cui si potesse impedire la caduta oltre al colmo dello shed e ai bordi laterali, vetrate verticali a parte.
Per queste ultime, o le si protegge, oppure ci si deve agganciare anche con un arrotolatore.
Detto ciò, a prescindere dalla configurazione dei dispositivi, secondo in generale te è possible utilizzare un cordino per impedire la caduta con lunghezza > 2m?

Grazie ancora.
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MessaggioInviato: Mer 22 Feb 2012 - 17:57    Oggetto: Rispondi citando

i cordini possono essere anche attaccabili l'uno all'altro e regolabili. 2+2+2+2+.... metri

io intendevo che, presa per buona la soluzione della linea vita longitudinale che termina a circa 1.50 -2.00 dal bordo per evitare effetti pendolo se il lato corto in pendenza è appunto superiore a 2 metri esistono i "cordini lunghi", detti nello specifico "dispositivi guidati"

questi dispositivi vanno sempre agganciati all'operatore nell'ordine:
linea vita - moschettone - dispositivo guidato - moschettone - assorbitore - imbracatura  (moschettoni possono anche essere già compresi nel dispositivo)

il problema è che se abbiamo una struttura fatta così: |\ |\ |\ |\ pressapoco, rimane un rischio di caduta da "destra verso sinistra" ovvero dalla falda inclinata a quella verticale risolvibile ponendo un parapetto che prosegue l'andamento della falda verticale o una passerella in adiacenza.

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prady




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MessaggioInviato: Mer 22 Feb 2012 - 18:20    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Originariamente scritto da QUADRATO:

questi dispositivi vanno sempre agganciati all'operatore nell'ordine:
linea vita - moschettone - dispositivo guidato - moschettone - assorbitore - imbracatura  (moschettoni possono anche essere già compresi nel dispositivo)

il problema è che se abbiamo una struttura fatta così: |\ |\ |\ |\ pressapoco, rimane un rischio di caduta da "destra verso sinistra" ovvero dalla falda inclinata a quella verticale risolvibile ponendo un parapetto che prosegue l'andamento della falda verticale o una passerella in adiacenza.


Capito quasi tutto!
Lo davo per scontato, ma in effetti non l'ho detto: il parapetto non si può mettere perché fa ombra sui pannelli...
L'unica cosa che non capisco è: se io uso un cordino che è lungo quanto la parte inclinata, come faccio a cadere lungo il bordo (da destra a sinistra)?
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MessaggioInviato: Mer 22 Feb 2012 - 18:38    Oggetto: Rispondi citando

lo shed visto in prospetto  dal lato corto è fatto a |\ |\ |\

il problema è una volta utilizzata la scaletta per passare da shed a shed, uno si aggancia alla linea vita e cammina  sul "colmo"
o = uomo

se cade a destra del ( |\o) rotolerà ma verrà fermato dal ancoraggio in trattenuta

se cade a sinistra del (|\) -> (o|\) sbatterà contro la parte bassa dello shed pur essendo legato alla linea vita, per questo è necessario prolungare il parapetto in questo modo:
| <-------parapetto h 100 cm
|\


oppure fare una passerella
|_  <-------passerella larghezza 60 cm
  |\

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prady




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MessaggioInviato: Ven 24 Feb 2012 - 10:42    Oggetto: Rispondi citando

Forse non capisco io, ma la linea vita io la vorrei mettere in corrispondenza della linea di gronda. La trattenuta lavora quindi fra uno shed e l'altro e lateralmente, mentre per lo sfondamento del vetro interverrebbe l'arrotolatore. Per passare da uno shed all'altro, metterei un ancoraggio sul colmo vicino allo sbarco dalla scaletta, al quale mi attaccherei con il cordino di lunghezza fissa (o il dispositivo guidato), per poi scendere, attaccarmi alla linea vita con l'arrotolatore, risalire, sganciare il cordino, e scendendo attaccare anche quello alla linea.
Per la prima falda metterei un parapetto, ma anche la linea vita per trattenere dalla caduta laterale e oltre il colmo dello shed stesso.
I parapetti sul colmo non si possono mettere per le ombre, e neanche le linee vita.
Inoltre, anche se queste hanno le anelle passanti, per passare da un tratto a un altro senza sganciarti devi essere proprio lì vicino, ovvero sul colmo, cosa che non voglio.
Allego rendering di massima del sistema.
Le scalette sono da piscina perché non ho fatto in tempo a disegnarle.

Le 4 immagini del rendering allegate qua sotto da prady (a cui do il benvenuto nella community) sono visibili e scaricabili, come sempre, solo dai registrati al forum dopo aver fatto il login nel menu' in alto.
La registrazione e' gratuita.
Cordiali saluti a tutti

Mod
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MessaggioInviato: Ven 24 Feb 2012 - 11:07    Oggetto: Rispondi citando

Aspettando il parere di EZIOSAV...

Secondo me il ragionamento che viene dalla tua progettazione ha qualcosa di sbagliato o comunque non rispecchia una vera risoluzione del problema di prevenzione contro le cadute dall'alto.

Il fatto che la lineavita sia posizionata alla quota inferiore dello shed presuppone che i lavoratori siano sempre ancorati in un punto più basso della quota di lavoro.  Nel caso di caduta il lavoratore posizionato in sommità della falda avrà 9 metri di accelerazione lungo la pendenza di falda, con altrettanti 9 metri di corda... vuol dire 14 metri di caduta e il dissipatore credo non abbia effetto!

Non esistono dispositivi progettati per accorciarsi durante una caduta.

A mio avviso la lineavita va messa sul colmo dello shed per lavorare in trattenuta. al dilà delle ombre date da un "fil di ferro" di diametro 8 mm e qualche paletto non credo vi sia un problema per la resa dei pannelli.

il dislivello tra colmo e punto di sbarco sono 2.33 metri mi pare di aver letto
ed è comunque un pericolo di caduta dall'alto.. come lo risolvi!?

2.33 metri non posso essere soggetti ad arresto caduta ma solo a trattenuta. Ergo serve una Passerella.

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MessaggioInviato: Ven 24 Feb 2012 - 11:34    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Originariamente scritto da QUADRATO:
Aspettando il parere di EZIOSAV...
Il fatto che la lineavita sia posizionata alla quota inferiore dello shed presuppone che i lavoratori siano sempre ancorati in un punto più basso della quota di lavoro.  Nel caso di caduta il lavoratore posizionato in sommità della falda avrà 9 metri di accelerazione lungo la pendenza di falda, con altrettanti 9 metri di corda... vuol dire 14 metri di caduta e il dissipatore credo non abbia effetto!



La soluzione prospettata sopra serve solo per piani debolmente inclinati (max 15°), e se scivoli lungo tali piani, l'arrotolatore si accorcia, e se malauguratamente sfondi il vetro / plexilglass, l'arrotolatore è al minimo e interviene subito non appena comincia la caduta libera. E in tal caso la linea vita sarebbe più in alto.

Citazione:
Originariamente scritto da QUADRATO:

il dislivello tra colmo e punto di sbarco sono 2.33 metri mi pare di aver letto
ed è comunque un pericolo di caduta dall'alto.. come lo risolvi!?
2.33 metri non posso essere soggetti ad arresto caduta ma solo a trattenuta. Ergo serve una Passerella.


Con il mio sistema sei trattenuto e non puoi andare oltre al colmo.
Se metti la linea vita sul colmo, il rischio è che non la usino perché:

- la maggior parte delle attività di manutenzione avviene dalla linea di gronda, compreso lo sbarco;
- dovresti quindi gestire anche la sicurezza per la fase di sbarco, che comunque avviene sempre in gronda.
- per passare da un tratto all'altro della linea vita, devi essere lì vicino, quindi sul colmo, con il rischio di cadere;
- devi continuamente risalire e scendere per passare da un tratto all'altro, con il rischio di scivolare sui pannelli, visto che non si possono fare tanti camminamenti per ogni falda;
- se posi una linea vita più corta per impedire la caduta laterale tramite trattenuta come da mio disegno, avresti gli angoli non raggiungibili a livello della linea di gronda, cosa inaccettabile;

Io di controindicazioni ne vedo molte
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MessaggioInviato: Ven 24 Feb 2012 - 11:49    Oggetto: Rispondi citando

per il problema degli angoli basta utilizzare il dispositivo guidato a  lunghezza superiore, regolabile appunto, ed installare uno o più ganci a 180 cm dal bordo corto ai quali agganciarsi con un cordino di 2 metri per impedire effetti pendolo.
La manutenzione credo sia fata anche per sostituzione di pannelli e quindi il problema inverso si ripropone visto che i pannelli a nord est e nord ovest del disegno non sono raggiungibili.

se tu mi confermi che il dispositivo retrattile a meno di 15% di pendenza ritorna sempre e comunque a lunghezze inferiori a quelle di esercizio allora alzo le mani e mi associo alla tua progettazione.

a spanne credo che il tuo disegno abbia una pendenza del 25%  non del 15 sicchè...

Ma  visto che io faccio molto riferimento al sito di copertura sicura toscana per la progettazione di linee vita mi trovo reticente a capire un sistema di protezione con ancoraggio dal basso (seppur il rendering sia favoloso).

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prady




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MessaggioInviato: Ven 24 Feb 2012 - 12:25    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Originariamente scritto da QUADRATO:
per il problema degli angoli basta utilizzare il dispositivo guidato a  lunghezza superiore, regolabile appunto, ed installare uno o più ganci a 180 cm dal bordo corto ai quali agganciarsi con un cordino di 2 metri per impedire effetti pendolo.


Gli antipendolo dovresti metterli dove ci sono dei pannelli.

Citazione:
Originariamente scritto da QUADRATO:

La manutenzione credo sia fata anche per sostituzione di pannelli e quindi il problema inverso si ripropone visto che i pannelli a nord est e nord ovest del disegno non sono raggiungibili.

9 volte su 10 la manutenzione viene fatta dalla linea di gronda, e consiste in ispezioni visive e lavaggio dei pannelli con spazzoloni.

Citazione:
Originariamente scritto da QUADRATO:

se tu mi confermi che il dispositivo retrattile a meno di 15% di pendenza ritorna sempre e comunque a lunghezze inferiori a quelle di esercizio allora alzo le mani e mi associo alla tua progettazione.

a spanne credo che il tuo disegno abbia una pendenza del 25%  non del 15 sicchè...


Sono 15 esatti. Detto questo, a presecindere da come l'ho disegnato, io mi riferivo a tale pendenza massima. Oltre a quella serve sicuramente un dispositivo di ancoraggio in alto per il posizionamento.

Citazione:
Originariamente scritto da QUADRATO:

Ma  visto che io faccio molto riferimento al sito di copertura sicura toscana per la progettazione di linee vita mi trovo reticente a capire un sistema di protezione con ancoraggio dal basso (seppur il rendering sia favoloso).


Io mi sono proprio ispirato a tale sito. L'esempio non è identico, ma vi sono delle similitudini:

http://www.coperturasicura.toscana.it/progettazione/esempisoluzioni/243
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eziosav
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MessaggioInviato: Ven 24 Feb 2012 - 16:54    Oggetto: Rispondi citando

ciao Prady ciao quadrato

i capannoni con tetto shed sono sempre un rebus
in quanto la caduta è possibile in molte direzioni.

per chiarire facciamo riferimento all'immagine 4 che è la prima postata delle 4

la linea vita quando è installata a livello del piano di calpestio
come risulta dal rendering
serve solo a proteggere da caduta attraverso la vetrata
ma in ogni caso deve avere parapetto terminale
altrimenti vi è la possibilità di caduta alle due estremità dello shed

si può risolvere il problema fornendo un cordino da 2 m
e terminando la linea a 2,30 dal bordo
in modo che alle due estremità vi sia un  situazione di trattenuta

questo risolve 1 problema - la caduta attraverso la vetrata -
risolve anche un scondo problema - la caduta alle estremità

se però si deve salire sulla falda inclinata la linea messa lì non serve a nulla !

1) perchè non puoi più fornire un cordino da 2 metri - ma devi fornire un cordino da 9 metri
quindi la caduta laterale è possibile a partire da 9 metri dalle estremità ( fai un arco di cerchio con raggio 9 m partendo dall'ancoraggio - la linea vita - ) e risulta subito chiaro che:
a) sei ancorato ad un ancoraggio che è posto più in basso della zona di lavoro -
b) quindi non ti protegge da scivolamenti lungo la falda con susseguente possibile sfondamento della vetrata a valle l'inclinazione non conta sei su moduli fotovoltaici che sono lisci se appena appena vi è un pò di guazza deventano come il ghiaccio.
c) anche in caso di caduta oltre la gronda a monte, lo spazio presente ( il tirante d'aria) non è sufficiente a fermarti prima di arrivare a terra- inoltre il cavo del dispositivo si trova in contatto con lo spigolo dello shed,magari rinforzato dalla rotaie per il fissaggio dei moduli fotovoltaici -
d) quindi dovresti impedire la caduta oltre la gronda tramite un dispositivo EN 353.2 regolato in modo che l'operatore sia in trattenuta - verso la gronda - fermo restando che non potrà mai esserein trattenuta alle due estremità.
e) se però usi un dispositivo guidato lungo 10 metri per poter raggiungere i moduli a monte, quando sei a valle ( vicino alle vetrate) ti trovi con 10 m di fune tra i piedi - uhmmm  

in ogni caso un dispositivo retrattile non può MAI garantire la situazione di trattenuta
saresti sempre in situazione di caduta possibile, con il conseguente problema di valutare il tirante d'aria esistente.

una soluzione possibile, ho detto possibile non facile ed economica   :

1) installi la linea sulla gronda a monte dove adesso avete installato i moduli fotovoltaici  senza lasciare lo spazio    - bisognava pensarci prima  

2) per la caduta laterale alle estremità degli shed puoi optare per due soluzioni :
una ottima, che consiste nell'installare parapetti laterali  
una di ripiego che consiste nel fissare delle linee vita ( magari di tipo temporaneo) trasversalmente all'asse degli shed - a circa 2 m dalle estremità , purchè siano ad altezza che consenta all'operatore di collegarvi un cordino da 2 m -

ovviamente poi dovrai prevedere

a) delle vie di corsa pedonabili lungo la falda per poter andare ad ancorarsi alla linea vita posta a monte. a questo non ci pensa mai nessuno  

b) una serie di ancoraggi EN 795 A che serva da percorso di sicurezza ( specialmente in prossimità delle due estremità) lungo le vie di corsa pedonabili di cui al punto A ( puoi farne a meno in mezzeria del capannone) ma devi comunque installare degli ancoraggi sui bordi - per evitare le cadute laterali con effetto pendolo ,  se non installi i parapetti  

d) l'operatore sarà dotato, oltre che del normale cordino da 2 m anche di un dispositivo anticaduta guidato EN 353.2 che gli consentirà di lavorare in sicurezza lungo le falde,senza scivolare verso il basso in direzione delle vetrate esistenti.

il grosso problema è che dovrai litigare con chi vuole coprire ogni centimetro libero di moduli fotovoltaici e poi pretende che tu ci vada a lavorare in sicurezza durante le manutenzioni

dove cammini ?
sui moduli ? sono scivolosi e si rovinano!!
quando sei sui bordi alle due estremità dove ti attacchi ?  

se metti un ancoraggio sui bordi vi è possibilità di caduta
da cui deriva necessità di prevedere squadra di soccorso/recupero dell'uomo caduta in posizione di sospensione inerte

buon divertimento !!
eziosav

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QUADRATO




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MessaggioInviato: Ven 24 Feb 2012 - 17:25    Oggetto: Rispondi citando

Il problema è come progettare correttamente un sistema che sia funzionale oltre che pratico e sicuro, ovvero un impianto fotovoltaico che produca molti KW che sia facile da pulire e poco costoso da installare e manutenzionare.

non è possibile pensare di progettare un pavimento colmo di pannelli e nessuna area calpestabile in modo sicuro.

Sono dell'idea che la soluzione esiste, ma di certo non è semplice ne immediata.
il punto di partenza è molto buono ma la considerazione complessiva è da rivalutare...

a questo punto  mi chiedo, se è vero che l'operatore non dovrà mai andare sui pannelli, ma con l'idropulitrice e spazzolone può fare tutto entro il camminamento a quota gronda... basta solo un cordino di 2 metri e linea vita come progettata da tè.

e una dispositivo fall stop (linea vita inclinata) per salire e discnedere dalla falda e passare alla successiva per mezzo delle scalette.

se invece i lavoratori dovessero fare manutenzione pure ai pannelli io riterrei opportuno una progettazione degli stessi con uno sfasamento di almeno 60 cm tra le 2 fasce di pannelli. per creare una passerella tra gli sessi lungo la lunghezza di falda. (60 cm verso il basso non dovrebbero causare rischio di ombreggiature su falde di 9 metri).

Se poi andiamo a vedere la progettazione dell'intero edificio io quando sono CSP e sono nominato per tempo impongo al progettista di prevedere le paratie perimetrali prefabbricate (sandwich) che siano almeno 1 metro oltre il piano di calpestio finito della copertura.

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prady




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MessaggioInviato: Ven 24 Feb 2012 - 17:30    Oggetto: Rispondi citando

Grazie mille Eziosav!
L'unica cosa che non capisco è perché io non possa far terminare le linee vita a 9 m dai bordi laterali, quindi proteggendo l'operatore in trattenuta anche da quella parte.
Se vedi l'immagine http://www.forumsicurezza.com/forum/files/esempio_di_tetto_a_shed_3.jpg, ho disegnato in rosso le aree raggiungibili oltre le quali vieni trattenuto. Ovviamente il dispositivo dovrebbe essere un EN 353.2 regolato per i 9 m.
Come vedi non cadi da nessuna parte, a meno degli shed, per i quali sei comunque protetto essendoti agganciato anche con un arrotolatore. Gli angolini scoperti non mi interessano molto.
L'unico punto in cui si rischia è in prossimità della scala di accesso alla marinara, dove ovviametne la linea vita deve raggiungere lo sbarco. Lì al limite si potrebbe risolvere allungando il parapettino si sbarco e accorciando la linea vita (vedi http://www.forumsicurezza.com/forum/files/esempio_di_tetto_a_shed_2.jpg, e http://www.forumsicurezza.com/forum/files/esempio_di_tetto_a_shed_4.jpg.
Concordo con te che avere 9 m di corda dell'EN 353.2 è una rottura di scatole, ma le linee vita sui colmi sono molto ma molto più scomode per gli operatori, e ti dico per esperienza che non le usano.
Quello che ho postato è comunque un esempio, anche se tipico, e non un progetto reale.
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MessaggioInviato: Ven 24 Feb 2012 - 17:51    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Originariamente scritto da QUADRATO:


a questo punto  mi chiedo, se è vero che l'operatore non dovrà mai andare sui pannelli, ma con l'idropulitrice e spazzolone può fare tutto entro il camminamento a quota gronda... basta solo un cordino di 2 metri e linea vita come progettata da tè.

No no, io pensavo ad un sistema EN 352.2, come suggerito anche da te, di lunghezza ragionata, in questo caso di 9 m.
Citazione:
Originariamente scritto da QUADRATO:

e una dispositivo fall stop (linea vita inclinata) per salire e discnedere dalla falda e passare alla successiva per mezzo delle scalette.


Concordo, eventualmente si potrebbe mettere un dispositivo guidato rigido sul camminamento.
Citazione:
Originariamente scritto da QUADRATO:

Se poi andiamo a vedere la progettazione dell'intero edificio io quando sono CSP e sono nominato per tempo impongo al progettista di prevedere le paratie perimetrali prefabbricate (sandwich) che siano almeno 1 metro oltre il piano di calpestio finito della copertura.

Per noi si tratta quasi sempre di edifici esistenti, e il mercato che c'è adesso non ci permette di sprecare spazio, se no l'impianto non lo facciamo. Detto ciò, è comunque nostro interesse trovare una soluzione per la manutenzione che sia sicura e funzionale.
Per spiegare meglio quando parlavo di linea vita che finisce a 9 m (pari alla lunghezza della falda) dal bordo, allego un'altra immagine.
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MessaggioInviato: Ven 24 Feb 2012 - 18:07    Oggetto: Rispondi citando

Evidenziazione dell'area protetta in trattenuta.
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MessaggioInviato: Lun 27 Feb 2012 - 10:23    Oggetto: Rispondi citando

ciao Pardy
dall'ultimo rendering postato risulta eviente che una bella fetta della falda inclinata
non sarebbe raggiungibile nemmeno con un cordino da 9 m
quindi
o usi una getto d'acqua con prolunga per pulire i moduli restando nella parte bassa
dello shed - ma allora non serve il cordino da 9 metri

o comunque devi prevedere un  modo sicuro per l'accesso sulla falda sino
alla sua sommità o quasi - quindi dovrai comunque installare una serie di ancoraggi a punto fisso EN 795 A

in ogni caso quando sali sulla falda legato ad un dispositivo guidato EN353.2  di 9 m
non sei protetto contro lo scivolamento verso il basso che porterbbe ad un urto contro la vetrata

tecnicamente il fissare il punto d'ancoraggio (la linea vita) 2,30 m al di sotto della zona lavorativa non è corretto.

e poi, quella vetrata che corre logitudinalmente
è una vetrata antisfondamento ?
altrimenti anche la linea vita tesata dove è indicata non sarebbe utile a creare
un sistema di trattenuta.

dall'analisi dei rischi di caduta tu hai:

a) caduta attraverso la vetrata per sfondamento se non è di resistenza adeguata( non robusta ma antisfondamento con dichiarazione scritta )
b) caduta alle due estremità del camminamento in piano -
c) scivolamento lungo la falda che porterebbe al punto a)
d) caduta laterale in prossimità delle zone laterali delle due falde
e) caduta oltre il bordo a monte dello shed con tirante d'aria di 2.33 m

quindi , con riferimento ai vari punti indicati sopra:

a) non puoi installare l'ancoraggio in corrispondza del punto di caduta (vicino alla vetrata) ma dovrai installarlo dall'altra parte del camminamento - più o meno  dove inzia la falda in salita.
b) puoi interrompere la line vita ad una distanza pari a quella del cordino di collegamento
( 8,50 m ) però ovviamente come chiaramente indicato nel disegno ci sono due zone non raggiungibili e sono le due zone più pericolose.
c) un ancoraggio  posto più in basso della zona di lavoro non protegge dallo scivolamento verso il basso - con conseguente possibilità di sfondamento della vetrata - vedi punto a) - ed a quel punto se vi è caduta per sfondamento della vetrata , non sei legato ad un cordino da 2 metri ma ad un dispositrivo da 8,50 m - cosa c'è oltre alla vetrata ? tieni presente  che il tirante d'aria aumenta enomermenete se sei legato ad un cordino di 8,50 m e non ad un cordino di 2 m.
d) usando un dispositivo EN 353.2 di lunghezza 8,50  quì sei protetto
e) idem come sopra.

quindi la situazione da te proposta protegge solo dalle cadute di cui ai punti d) ed e)

adesso devi trovare la soluzione per gli altri punti a) b) c)

la proposta fatta : installare la linea vita a monte della falda  - forse - era più conveniente
a) protegge in trattenuta la caduta di sfondamento
b) con l'aggiunta di ancoraggi di deviazione posti a 2,30 m dai bordi laterali - ed un cordino da 2 m , protegge anche dalle cadute  laterali di cui ai punti B e D
c) ovviamente protegge anche dallo scivolamento verso il basso
e) se fissata a distanza adeguata dal bordo a monte dello shed ed usando un cordino da 2 m
protegge anche dalla caduta oltre il bordo superiore.

tutte queste protezioni sono sempre per TRATTENUTA -

ovviamente ( ma questo non succede mai per i motivi che anche tu hai indicato)
il progettista del sistema fotovoltaico cerca di riempire tutti gli spazi
e siccome non capisce una fava di sistemi anticaduta
non si preoccupa minimamente di dove cammineranno i mantentori
nè soprattutto di dove fisseranno i DPI anticaduta.

da cui risulta che chi debba progettare ed installare i sistemi anticaduta ha sempre la coperta corta
o protegge di qua però si cade di là
o protegge di là ma si cade di qua

questo è il problema derivante dalla poca competenza dei progettisti di sistemi fotovltaici che
mai si preccupano della sicurezza
nè di chi li monta
nè di coloro che dovranno effettuare le manutenzioni.

ci si pensa senpre e solo DOPO aver installato tuti i moduli fotovoltaici

più o meno come quelle imprese
che PRIMA mettono i coppi sul colmo dopo aver piazzato la coibentazione
e POI si preoccupano di dove installare una linea vita

ed alla risposta : SOTTO ai coppi ed SOTTO alla coibentazione
sono costernati dal dover nuovamente aprire il tetto.

buon lavoro
eziosav

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prady




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MessaggioInviato: Lun 27 Feb 2012 - 18:49    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Originariamente scritto da eziosav:

dall'analisi dei rischi di caduta tu hai:

a) caduta attraverso la vetrata per sfondamento se non è di resistenza adeguata( non robusta ma antisfondamento con dichiarazione scritta )
b) caduta alle due estremità del camminamento in piano -
c) scivolamento lungo la falda che porterebbe al punto a)
d) caduta laterale in prossimità delle zone laterali delle due falde
e) caduta oltre il bordo a monte dello shed con tirante d'aria di 2.33 m

quindi , con riferimento ai vari punti indicati sopra:

a) non puoi installare l'ancoraggio in corrispondza del punto di caduta (vicino alla vetrata) ma dovrai installarlo dall'altra parte del camminamento - più o meno  dove inzia la falda in salita.
b) puoi interrompere la line vita ad una distanza pari a quella del cordino di collegamento
( 8,50 m ) però ovviamente come chiaramente indicato nel disegno ci sono due zone non raggiungibili e sono le due zone più pericolose.
c) un ancoraggio  posto più in basso della zona di lavoro non protegge dallo scivolamento verso il basso - con conseguente possibilità di sfondamento della vetrata - vedi punto a) - ed a quel punto se vi è caduta per sfondamento della vetrata , non sei legato ad un cordino da 2 metri ma ad un dispositrivo da 8,50 m - cosa c'è oltre alla vetrata ? tieni presente  che il tirante d'aria aumenta enomermenete se sei legato ad un cordino di 8,50 m e non ad un cordino di 2 m.
d) usando un dispositivo EN 353.2 di lunghezza 8,50  quì sei protetto
e) idem come sopra.



Io la vedo così:
a) e c) oltre al dispositivo guidato, sto usando un arrotolatore. Quindi se scivolo lungo il piano, questo si accorcia e quando sfondo la vetrata è già al minimo. Non appena inizia la caduta libera questo scatta. Detto questo, con 15° di inclinazione, a meno che io non sia salito con una lastra di ghiaccio (cosa vietata), non scivoli fino a giù.
b) come dicevo sopra, delle due zone non raggiungibili non mi interessa molto. Nella remota ipotesi che si dovessero sostituire proprio i pannelli in quegli angoli lì, ci arriverei con una piattaforma o comunque con un apprestamento ad hoc
d) ed e) siamo d'accordo.
Per quello che vedo, la caduta per sfondamento del vetro è molto meno probabile della caduta laterale od oltre il bordo fra uno shed e l'altro, che sono quelle che mi preoccupano di più.
Oltre  a questo, sempre come dicevo sopra, se io metto la linea vita sul colmo, vi sono delle notevoli difficoltà:
- logistiche per passare da un tratto all'altro,
- derivanti dall'avere un cavo che ti parte dal petto ed è in mezzo alle scatole mentre tu stai usando uno spazzolone lungo alcuni m,
per le quali ti dico con certezza che poi i tecnici non la usano.
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MessaggioInviato: Mar 28 Feb 2012 - 12:47    Oggetto: Rispondi citando

ciao Prady

premesso che ognuno può scegliere la soluzione che ritiene più idonea
e quello che dico io è solo il mio parere

le misure contro le cadute dall'alto devono esere prese in questo ordine
1° ) misure collettive  ovvero parapetto
2° ) situazione di caduta impedita ovvero trattenuta
3° ) situazione di arresto caduta che deve essere la minima pssibile.

se usi un dispositivo retrattile non sarai MAI in situazione di trattenuta

quindi AUTOMATICAMENTE ti devi preoccupare di quanto scritto all'Art 43 TUS
ovvero devi allestire una squadra di soccorso in grado di recuperare il caduto
che è in posizione di sospensione inerte
entro 10 minuti -

non esistono shed con 15 ° di inclinazione
sarebbero considerabili orizzontali e proteggibili con linea EN 795-classe C
ad occhio dal rendering quella pendenza è di 30 °
però io non l'ho vista e posso anche sbagliarmi

se è una pendenza di 30° è considerata pendenza elevata
poi
metà della falda è composta da moduli che diventano scivolosi
sperare che mentre l'operaio rotoli verso il basso
il dispositivo recuperi tutto il cavo in bando
è esercizio di eccessivo ottimismo
non previsto nel TUS

nell'analisi del rischio
la caduta attraverso la vetrata è
a) impossibile perchè è dichiarata antisfondamnte
b) possibiule e quindi da evitare se la vetrata non è antisfondamnto

con la linea vita inatsllat a a monte
hai l'aggancio a partire dalle scalette che hai disegnato
da quel punto puoi proseguire
per almeno 15 metri a destra ed a sinistra
poi sarebbe meglio creare unìaltra passerelle ed un'altra scaletta

ma poi alla fine di tutto
sei tu che firmi il progetto
ed eventualmente ne vai a discutere  

noi possiamo solo offrire delle soluzioni che ci sembrino accettabili

buon lavoro
eziosav

_________________
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