vi è mai capitato di dover valutare esposizione al rumore per una giornata di lavoro inferiore ad 8 ore, per es. 4? Tipico caso di azienda in crisi con contratti part-time...
Poichè la norma prevede che l'esposizione sia comunque su base giornaliera (8 ore), così come le formule da utilizzare, pensavo a 2 ipotesi:
1) considerare per le restanti 4 ore (visto che fattivamente non ci sarebbe esposizione "lavorativa" certamente superiore ad 80dB) una esposizione convenzionale con rumore di fondo a 75dB (posto che 75 possa essere il rumore di fondo della pausa fisiologica).
2) semplicemente non considerare nulla per le ulteriori 4 ore, così facendo, credo che la formula spalmi in automatico nelle 8 ore l'esposizione complessiva, azzerando i termini che non si inseriscono
Suggerimenti?
Giosmile
P.S. tengo a precisare che attendere il pieno regime dell'attività non conviene, in quanto attualmente la situazione è congelata almeno per i prossimi 2 anni... dopo ovviamente rigoroso aggiornamento delle misure e delle esposizioni...
a me è capitato questo caso: giornata lavorativa di 8 ore piene ma con alcune ore dedicate a mansioni amministrative, sicuramente non a rischio, ma impossibili da computare numericamente, del tipo recarsi in banca, alla posta o in altri uffici
in questo caso, stante comunque l'evidenza di sicura non sussistenza di rischio rumore, ho considerato le sole mansioni e le relative fonti di rumore presenti ditta ed ho calcolato l'esposizione sulle ore al netto delle mansioni esterne (modificando opportunamente il foglio di calcolo originariamente ideato per le 8 ore)
Citazione: Originariamente scritto da Max DP: nelle definizioni del capo II del titolo VIII c'e' il motivo per cui si esegue comunque il calcolo sulle 8 ore anche senza imputare rumori per 8 ore.
Max DP
Caro Max,
sono perfettamente a conoscenza di quello che scrivi, la questione era se considerare la possibilità di inserire un valore standardizzato per le ore ulteriori necessarie a coprire le 8 ore oppure, come giustamente credo sia corretto, semplicemente non inserire nulla e lasciare che faccia tutto la formula da norma uni.
La perplessità nasceva dal fatto che ho visto in alcune relazioni modi diversi di operare (le due possibilità di cui al mio post), quindi scambiare all'uopo delle osservazioni con gli utenti di questo forum
allora, vi dico come mi regolo io, credo da sempre, non ricordo in ogni caso da quando.
1) Se siamo in clima di part time, le restanti 4 ore ( o 3, per le 25 h/sett) non le considero proprio. Pertanto, se abbiamo un LAeq di 87.8, per 4 ore mi fa 84.8 di Lex(8h) e non mi devo nemmeno prendere la briga di farmi tutto il calcolo orrendo dei fattori di abbattimento dei DPIu. *
2) Se non è part time per le ore "non direttamente operative", ossia le pause che capita ci siano nelle varie attività, specie se parliamo di lavorazini aggiustaggio o carpenteria varia, ci metto un convenzionale 65 per le c.d. pause fisiologiche (andare a far pipì o a fumare una sigaretta fuori in piazzale) e un generico </= 80, ponendo a base di computo proprio 80** se i valori di fondo che provvedo a misurare torno torno non me li superano, se no ci metto la media dei valori di fondo che ho registrato; l'ipotesi è "se non sta alla sua postazione o è in bagno o sta in giro a cazzeggiare con i colleghi".
3) quando la pausa-pasto è ricompresa nelle 40 ore di lavoro, e in alcuni casi è così, per quei 40-50 minuti come da contratto aziendale pure non considero nulla, perchè anche se in mensa c'è un chiasso indescrivibile l'espopsizione non è lavorativa. Parimenti, se è (era....) un posto dove c'è straodinario fisso preprogrammato e ufficiale, e una volta si usava molto, alle 40 ore settimanali aggiungevo la quota settimanale di straordinario; quando lo straordinario c'era ma non era ufficiale con garbo segnalavo che l'esposizione settimanale, nel caso di straordinario di tot ore settimanali, sarebbe stata invece pari a XX dB(A)
Nella parte parlata (=discorsiva) della relazione spiego cosa ho imputato a base di calcolo del Lex(8h) e perchè , naturalmente. Beh, a volte alcuni perchè me li tengo riservati ...
*= in realtà, se mi trovassi con quei valori così alti lo farei comunque, sia a titolo cautelativo del lavoratore sia per verificare non vi sia iperprotezione, che è pessima, perchè comunque a quei livelli di rumore io suggerisco comunque l'adozione di DPI anche se il Lex è tecnicamente < 85. Così in prossimità del limite, è molto probabile che ci siano superamenti dello stesso, esattamente come per gli agenti chimici.
** o anche 75, se nel computo così sovrastimato corro il rischio di superare gli 87; mi regolo caso per caso a seconda della MIA personale percezione di rumore durante le misure, se c'è quello che a me sembra un casotto orrendo lascio amenamanete la sovrastima per indurre quasi spontaneamente il DdL ad attuare qualcosa per abbatterlo _________________ Nofer
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La nuova omertà è non voler sapere (Roberto Saviano)
Cara Nofer, io faccio esattamente come fai tu... in particolare nel caso 2) faccio sempre un po' di lavoro in più, nel senso che se il Gruppo Omoegeno "Manutentori" lavora presso le macchine A, B, e C, per un Te totale di 6 ore (distribuito con Tmin e Tmax sulle tre macchine) e per 1 ora vagano nell'ufficio tecnico amministrativo e 40 minuti presso il deposito (posto 20 la pausa fisiologica), io con lo strumentino mi vado a prendere le misure pure di questi ambienti, facendo più misure se sono ambienti ampi e magari confinanti con la produzione (quindi ove posso trovare valori tipici di 70-75 ma anche 82-83 se molto vicini alla produzione) e facendo medie ove applicabile. Alla fine potrei trovarmi di avere più LAeq per gli ambienti che per le strumentazioni ma reputo la scelta giusta e sensata, specialmente se appunto ci vanno di mezzo i famosi 87... ma direi anche gli 85, se c'è la reale possibilità di far risparmiare il PARE al cliente lavorando più di dettaglio, esplicitando tutti quei compiti ove effettivamente il tizio si allontana dalla macchina (esluso mensa).
Pertanto alla fine mi troverò per es.
Macchina A -> Tem1 -> LAeq1
Macchina B -> Tem2 -> LAeq2
Macchina C -> Tem3 -> LAeq3
Ambiente 1 -> Tem4 -> LAeq4
Ambiente 2 -> Tem5 -> LAeq5
Ambiente 2.1 -> Tem5.1 -> LAeq5.1
Ambiente 2.2 -> Tem5.2 -> LAeq5.2
Pausa fisiologica -> Tf=20min
Ove Tem1+Tem2+Tem3+Tem4+Tem5+Tem5.1+Tem5.2+20min = 8 ore
Metodo per compiti e calcolo incertezze, ove tiro fuori il Lex8h.
Diciamo che spesso mi trovo a voler descrivere troppe variabili per gli ambienti e quindi far fare elaborazioni pindariche ai poveri DDL che mi dovranno dichiarare tutti i Tem...
Ma si risolvono parecchi problemi...
Per il punto 1), tu prendi la tabellina ove inserisci i vari LAeq ed i tempi che in totale saranno < 8 ore e lasci che la formuletta ti restituisca il risultato finale, giusto? Oppure inserisci "qualcosa" nelle caselline diciamo "mancanti" per "giustificare" il risultato? (Ma mi domanderei: cosa inserire? 0? non credo...)
Non nascondo che qualche volta mi sono preso la briga di misurare il rumore... ehm... ai gabinetti per tirar fuori un valore medio di esposizione durante le pause fisiologiche... e questo mi ha consentito di mettere anche meno di 65... tipicamente in un tale ambiente hai anche 55, semprechè non ci siano altri motivi "rumorosi"
Diciamo che uso molto lo strumento per fugare qualsiasi dubbio, ma credo che per le Tf 65dB sia ottimanente rappresentabile...
Volendo fare ironia, ultimamente i DDL TEMONO più il superamento degli 85 che degli 87 e su questo, son disposti a "dichiarare" l'impossibile!!!
"Ingegnere, se superiamo 85 mi chiami che vediamo cosa è possibile variare nei tempi di esposizione da noi dichiarati"
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