Infortuni mortali sul lavoro (parte 1a)
Seleziona i messaggi da
# fino a # FAQ
[/[STAMPA]\]
Vai a pagina Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6  Successivo  :| |:
Sicurezzaonline.it -> Ambito generale

#21:  Autore: Talotz MessaggioInviato: Gio 17 Gen 2008 - 18:52
    —
Presupposto che esiste la casualità, e presupposto che esistei anche il destino - per chi ci crede - , non sarebbe ora che si "tirasse un po il freno"?

Intendo dire: viviamo a mio personalissimo avviso in un mondo ormai schizofrenico, bisogna sempre correre a 1000 all'ora, bisogna fare fare fare e mai mollare. Non esiste più la calma neanche per il più piccolo lavoro, e non c'è neanche tempo per se stessi perchè il tempo che rimane dopo il lavoro è comunque poco.

Oggi ci si guadagnano duramente anche i 5 minuti liberi.
L'unica cosa che vale sempre è il profitto.

In un mondo così dov'è lo spazio per fare i lavori con calma, ovvero con la testa e con un po' di criterio?? Non c'è, ovvio che poi ci siano tutti questi problemi.. Personalmente sono convinto che se i lavori potessero essere fatti con tempi più lunghi intanto verrebbero meglio (ho visto casi di lavori fatti malissimo per la fretta) e poi che permetterebbero alle persone quell'attimo in più necessario anche alle piccole verifiche o alle piccole precauzioni.

#22:  Autore: BohrLocalità: VI - BG MessaggioInviato: Gio 17 Gen 2008 - 19:31
    —
Talotz il problema è la mancanza di programmazione. Tutto ciò che ci chiedono oggi dev'essere pronto per "ieri". Il risultato? Inseguiamo il tempo diventando suoi schiavi.

Ma non è sempre così.

#23:  Autore: Nofer MessaggioInviato: Ven 18 Gen 2008 - 11:45
    —
già, lo penso anche io. Ed infatti i 3 morti quotidiani delle ultime 24 ore (una media costante e perfetta, direi) si direbbe proprio che se ne siano andati da questo mondo per la fretta: 2 che si calano all'una di notte in una stiva che ha contenuto soia ancora satura di CO2 (e io penso anche CO), probabilmente per la fretta di tornarsene a casa, e 1 che scarica il cassone di ghiaia dove c'è un avvallamento che provoca il ribaltamento,e pure qui io la vedo come "faccio quest'ultimo scarico e poi me ne vado a casa". ( letto su La Repubblica online di oggi)
D'altra parte, è notorio che in genere i peggiori incidenti avvengono alla fine del turno di lavoro, quando mentalmente il lavoratore "si anticipa" con il pensiero a ciò che farà fuori del lavoro; senza rendersi conto che il calo di attenzione può far accadere che non possa fare mai più niente. Capita anche alla guida: quanti incidenti avvengono all fine del viaggio, che poi sui giornali si legge "a soli pochi km da casa".
Il motivo - anche a mio parere - è l'abitudine a quanto descritto da talotz e ben chiarito da Bohr: di fretta, subito, anzi prima di adesso.
Ma perchè?
Vorrei una vita scandita dal moto solare, dalle stagioni, dal clima.
Com'è avvenuto per millenni.
Non che la gente non morisse, prima di adesso, anzi; e però, finchè campava, a mio parere campava molto meglio di noi. Cosa che secondo me ha un valore.
Nofer

#24:  Autore: ModLocalità: Treviso MessaggioInviato: Ven 18 Gen 2008 - 12:53
    —
Abbiamo messo online la news, gia' anticipata sopra da Nofer (che ringrazio sentitmente per il suo post e per tutto il lavoro che fa quotidianamente per la community), dell'ennesima tragedia sul lavoro che trovate nel Dossier del nostro portale nato dopo la tragedia della ThyssenKrupp.

Incidenti sul lavoro, due morti per asfissia a Porto Marghera. Sciopero in tutti i porti
.

In calce alla news abbiamo messo anche il link al documento 'Sicurezza tra gli scafi' presente nel'archivio di 'In primo piano' affinche' chi legge questa tragica notizia possa trarre delle utili indicazioni perche' fatti cosi' gravi non abbiamo piu' a verificarsi.

Saluti a tutti.

Mod

#25:  Autore: AdrovLocalità: "Mitico" Nord-Est ... MessaggioInviato: Ven 18 Gen 2008 - 15:48
    —
Padova | 18/01/2007

L’infortunio ieri sera nella zona industriale. Da chiarire la dinamica della tragedia. Il capo cantiere: "ho sentito un botto, sono corso ma l’uomo non rispondeva più"
Muore nel camion rovesciato: scaricava ghiaia
Francesco Pizzo, 51 anni, trasportatore, si trovava nel deposito della Beton Candeo. Era all’interno dell’abitacolo: ha battuto la testa

È morto nell'abitacolo del suo camion, che si è capovolto su un lato mentre stava scaricando ghiaia nel deposito. Una tragedia per molti aspetti inspiegabile quella accaduta ieri sera all'interno della Beton Candeo, nella zona industriale, impresa che produce calcestruzzo e asfalto. Francesco Pizzo, 51 anni, di Bagnoli, era uno dei tantissimi trasportatori che quotidianamente scaricano la ghiaia acquistata dalla Beton Candeo nell'area di via Olanda: dietro le palazzine degli uffici, i silos e, in fondo, l'enorme deposito di materiali, giganteschi cumuli di materiali da trasformare. Da anni Pizzo consegnava regolarmente con il suo camion. Un posto che conosceva, dunque, e dove decine e decine di volte aveva effettuato le stesse manovre.
Difficile capire cosa sia successo ieri sera, nell'ennesimo infortunio sul lavoro. Nessun testimone ha assistito all'accaduto. Erano circa le 19.30 quando il capocantiere, che lavora negli uffici amministrativi distanti un centinaio di metri dal luogo dell'infortunio, ha udito un grande botto. «Ero al telefono, quando ho sentito questo rumore fortissimo. Sono subito corso al deposito a vedere cos'era capitato - racconta ancora incredulo - Ho visto il camion rovesciato, il proprietario era all'interno, riverso nell'abitacolo. L'ho subito chiamato, ma non mi ha risposto. Non si muoveva. Allora, mi sono precipitato nuovamente in ufficio e ho chiamato immediatamente il 118». Quando sono arrivati i soccorritori per Francesco Pizzo non c'era più nulla fare. Probabilmente l'uomo è morto sul colpo, battendo violentemente la testa quando il pesantissimo camion, ancora carico di ghiaia, si è ribaltato di lato.
Sul posto gli agenti delle Volanti della Questura, i vigili del fuoco, i tecnici dello Spisal, il medico legale. Tutta da chiarire la dinamica dell'infortunio. Per il momento, solo ipotesi. È certo che Pizzo stesse scaricando la ghiaia: il cassone era quindi nella fase di sollevamento. Il camion, messo di traverso tra le montagne di ghiaia, sembra fosse parcheggiato sul ciglio di un leggero avvallamento. Forse è stato sufficiente per far sbilanciare il mezzo con il suo carico. Oppure è stata eseguita una manovra errata, o, ancora, si è verificato un cedimento strutturale del mezzo. Saranno le consulenze tecniche che ordinerà il pubblico ministero a ricostruire la dinamica della tragedia.
Alla Beton Candeo di via Olanda, dove lavorano otto persone, tre nel settore amministrativo e cinque operai, Francesco Pizzo lo conoscevano bene. «Una brava persona - dice ancora il capocantiere, affiancato da un collega - Da anni portava qui la ghiaia. Non so proprio come possa essere successo». Nell'azienda, in oltre vent'anni di attività, non si sono mai verificati infortuni, dicono i dipendenti. Di nessun tipo.

Fonte: Il Gazzettino, edizione di Padova


#26:  Autore: MarzioLocalità: Pordenone MessaggioInviato: Sab 19 Gen 2008 - 12:13
    —
Art. 236, DPR 547/55
Prima di disporre l'entrata di lavoratori nei luoghi di cui all'art. 235 (tubazioni, canalizzazioni, recipienti e simili nei quali possono esservi gas, vapori tossici o asfissianti), chi sovraintende ai lavori deve assicurarsi che nell'interno non esistano gas o vapori nocivi o una temperatura dannosa e deve, qualora vi sia pericolo, disporre efficienti lavaggi, ventilazione o altre misure.
(...) I lavoratori che prestano la loro opera all'interno dei luoghi predetti devono essere assistiti da altro lavoratore situato all'esterno presso l'apertura di accesso.
Quando la presenza di gas o vapori nocivi non possa escludersi in modo assoluto (...), i lavoratori che vi entrano devono essere muniti di cintura di sicurezza con corda di adeguata lunghezza e, se necessario, di apparecchi idonei a consentire la normale respirazione.


Se i lavori si fossero realizzati a norma di legge, la tragedia non si sarebbe consumata. Questa è una disposizione di più di 50 anni fa. Quello che però fa effetto è la solita trafila di dichiarazioni dei rappresentanti sindacali che accusano l'azienda, il DDL, il padrone ecc. Ma il rappresentante dei lavoratori a cosa serve? Io per qualche tempo ho bazzicato nel CIA di Marghera, scopro l'acqua calda se dico che e ho visto innumerevoli violazioni di legge che venivano compiute con la condiscendenza di tutti: DDL, RLS e lavoratori.
Non è pensabile che la sicurezza venga imposta dal solo DDL verso i lavoratori. Devono essere anche e soprattutto i lavoratori che la devono richiedere, e con forza, anche attraverso il RLS.
Le responsabilità effettive di queste tragedie, a differenza di quanto ritengono la maggioranza dei giudici, non stanno sempre e solo da una parte.

Marzio

#27:  Autore: ursamaiorLocalità: L'isola che non c'è MessaggioInviato: Sab 19 Gen 2008 - 13:18
    —
Ho sentito una dichiarazione del RLS che diceva che loro l'avevano chiesto più volte un rilevatore di gas.
Diceva proprio (più o meno testualmente): "non ce l'hanno dato perchè non è mai successo niente...".

#28:  Autore: Nofer MessaggioInviato: Sab 19 Gen 2008 - 16:43
    —
Ieri sera ho ascoltato, prima basita e poi incaxxata, un collegamento TV (rai3)con i parenti dei morti fuori alla nave e i responsabili di Porto e Capitaneria -se ho ben capito- in studio.
I sigg. dei servizi portuali ci hanno tenuto assai a ribadire che loro per la sicurezza fanno proprio tuttissimo, e anzi tanto è vero che pure i congiunti hanno detto che una delle vittime aveva fatto ben una settimana di formazione, che loro il 626 lo rispettano e quant'altro e che non si spaevano spiegare come fosse potuto accadere, perchè loro fanno tutto, chiedono persino i tesserini da che è uscita la 123...  

E però, come ha sottolineato Marzio, gli estremi di norma per impedire questa ennesima esecuzione in loco ce li abbiamo da ben più di 50 anni...

E si vede che hanno dei consulenti che hanno iniziato a consulere da dopo il 626, e ignorano amenamente tutto il pregresso, che volete che pensi. E comunque, direi che non si sono nemmeno resi conto di cosa significa "valutazione del Rischio Chimico", seppure vogliamo dar per buona l'inosservanza del 547.
Citazione:
Originariamente scritto da D.Lgs.626/94 e s.m.i.:
Art. 72-ter (Definizioni)
1. Ai fini del presente titolo si intende per:
a) agenti chimici: tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato


Ora, il fatto che, nei depositi di grano, orzo, cereali, frutta secca e quant'altro di organico compreso il mosto in fermentazione, si possano formare atmosfere a basso tenore di ossigeno ed alto di CO2 e CO è risaputo da sempre, da molto prima che si avesse idea dell'esistenza degli atomi o delle molecole e dei processi di fermentazione aerobica o anaerobica. Tutti i contadini del mondo  lo sanno da millenni.
Questo, anche se non vogliamo tener in minimo conto che c'è scritto chiaramente, in una parte che poi vi dico,
Citazione:
13. L’atmosfera nelle stive è  esente da rischi? Le necessità di monitorare l' aria bordo nave, sono state concordate tra bordo e terminal? La nave o il suo carico sono stati sottoposti  a fumigazione? Le necessità di monitorare l'aria bordo nave sono state concordate tra bordo e terminal ?

L’ arrugginimento  delle  strutture in acciaio delle stive oppure  le caratteristiche di un carico possono causare lo sviluppo di un'atmosfera pericolosa. Vanno pertanto presi in considerazione prima di permettere l'accesso alle stive  l'eventuale deplezione di ossigeno, gli effetti di trattamenti di fumigazione  ecc.


Ok, e adesso vi dico la fonte, del questionario di cui fa parte la domanda copiancollata: http://www.ispesl.it/safety_checks/_it/nave-banchina.htm
Se aprite il link, potete anche inorridire, perchè sopra a tutto, prima di ogni domanda, come intestazione, trovate scritto:
A cura di: Autorità Marittima di Venezia-Sanità Marittima di Venezia- Dipartimento di Prevenzione Azienda USL12 Veneziana

Cosa significa? significa che sono carte, carte e solo carte. Immagino che vengano compilate tutte assieme una volta al mese, "per tenere le carte apposto". E di nuovo si parlerà di inasprire le pene, di fare leggi, di regolamentare.
Non so nemmeno più io, quante volte ho detto e scritto ed anche letto e sentito, negli ultimi anni, che le leggi ci sono, manca chi le rispetta.
Mi chiedo se c'è un RSPP, che fa se c'è, se l'art 7 viene rispettato, se i vari RSPP si parlano, se ...

Ma quasi quasi, non mi chiedo più niente. Tanto, l'unica cosa che ottengo è ridar vita ai cadaverini di lucertola nella mia povera cistifellea.
Nofer

#29:  Autore: catanga MessaggioInviato: Sab 19 Gen 2008 - 17:12
    —
La "regoletta" basilare in questi casi è semplicissima: la nave si ferma in rada o al molo ma tiene ben aperti i boccaporti stiva per almeno 24 ore.

Dopo, si effettua un campionamento dell'aria e, se OK, si da inizio alle operazioni di carico.

Ma allora che è successo?

E' successo che l'occupazione di un molo "costa"..... ed allora meno ci stai attraccato e meglio è .........
Prima fai ...... e meglio è.

#30:  Autore: Umberto MessaggioInviato: Lun 21 Gen 2008 - 10:26
    —
Ravenna, tragedia sul lavoro
Operaio muore nel silos dell'argilla

CASTEL BOLOGNESE (RAVENNA) - E' precipitato in un silos di stoccaggio di prodotti per la lavorazione della ceramica mentre ne puliva l'imboccatura incrostata da materiali terrosi. Dopo un volo di circa cinque metri, l'operaio è caduto sul fondo del cono del silos. Roberto Imperiale, 36 anni, sposato senza figli, è morto così questa mattina a Castel Bolognese (Ravenna) nella sede della Cerdomus Ceramiche spa.

E' l'ennesima vittima sul lavoro. Ieri a Napoli era morto Federico Artiaco, di 34 anni, che due giorni prima era caduto da un'impalcatura durante i lavori di ristrutturazione di uno stabile nel centro storico. E oggi il triste elenco si è allungato ancora: in Basilicata un agricoltore, Carlo Monteleone, di 67 anni, è morto schiacciato dal trattore su cui stava lavorando che si è ribaltato nelle campagne di contrada Reddito San Tommaso, a Forenza (Potenza); in Sicilia un altro agricoltore Gioacchino Giardina, 40 anni, di Canicattì (Agrigento), ha perso la vita dilaniato dagli ingranaggi in cui si era impigliata un manica del maglione, mentre tentava di riparare il suo trattore che aveva il motore acceso, nelle campagne al confine fra Canicattì e Montedoro.

Il Presidente del Consiglio Romano Prodi, parlando dell'incidente del ravennate, ha annunciato ispezioni ancora più severe. "E' un'altra tragedia sul lavoro - ha detto Prodi - un altro ammonimento per applicare le leggi in modo severo e serio. Quello che chiedo a imprenditori e lavoratori è di capire che le regole della sicurezza devono essere applicate in ogni piccolo caso, in ogni occasione. La vita la dobbiamo custodire tutti come il bene più prezioso".

E a Castel Bolognese a dare l'allarme, e far arrivare i soccorsi in via Emilia Ponente, è stato un collega, che si trovava nei pressi della struttura. Non avrebbe sentito nulla, ma ad un certo punto si è accorto che il collega era caduto.

Erano circa le nove quando la richiesta di aiuto è arrivata ai vigili del fuoco di Faenza. Sul posto sono poi intervenuti anche i carabinieri, il 118, la medicina del lavoro e una squadra di pompieri da Ravenna, che hanno cercato di ricostruire la dinamica dell'incidente. Sono stati sentiti diversi testimoni e raccolti molti elementi utili alla ricostruzione esatta dei fatti, tra i quali alcune fotografie del silos.

Il corpo di Imperiale, ormai senza vita, è stato recuperato da alcuni pompieri del nucleo Saf (spelo-alpino-fluviale) che si sono calati giù nel silos e, dopo aver imbracato il corpo dell'operaio, lo hanno portato all'esterno.

Per i soccorritori Imperiale è morto asfissiato in pochi minuti, ucciso dalle polveri fini per prodotto ceramico contenute nel silos, che vengono utilizzate per produrre la pasta base per fare la ceramica. Ma solo l'autopsia potrà chiarire ogni dubbio sulla esatta causa della morte. Imperiale era residente sull'appennino a Marradi (Firenze) ma era nato a Forlì.

Nella stessa mattinata un suo collega è stato portato via in ambulanza, sotto choc per l'accaduto. A Faenza nel pomeriggio si sono svolti nella caserma dei carabinieri i primi interrogatori dei testimoni dell'incidente. In 35 anni di lavoro - hanno spiegato i responsabili dell'azienda - non si era mai verificato un incidente di questa gravità. I rappresentanti sindacali delle tre maggiori sigle di settore (Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem) hanno fatto sapere che domani mattina incontreranno i vertici dell'azienda per parlare dell'incidente.

Inoltre per martedì dalle 12 alle 14 è stata indetta un'assemblea di tutti i lavoratori della Cerdomus Ceramiche per esprimere solidarietà ai familiari dell'operaio morto e per fare il punto della situazione sui sistemi interni di sicurezza.

(Fonte: Repubblica 20 gennaio 2008)

#31: Per non dimenticare ... Autore: AdrovLocalità: "Mitico" Nord-Est ... MessaggioInviato: Lun 21 Gen 2008 - 15:14
    —
Proprio per non dimenticare chi dà la vita per lavorare, oltre all'infortunio mortale del ravennate ci sono stati altri  TRE morti:

Dal gazzettino di oggi


...
... Sabato a Napoli era morto Federico Artiaco, di 34 anni, che due giorni prima era caduto da un'impalcatura durante i lavori di ristrutturazione di uno stabile nel centro storico. E ieri il triste elenco si è allungato ancora: in Basilicata un agricoltore, Carlo Monteleone, di 67 anni, è morto schiacciato dal trattore su cui stava lavorando che si è ribaltato nelle campagne di contrada Reddito San Tommaso, a Forenza (Potenza); in Sicilia un altro agricoltore Gioacchino Giardina, 40 anni, di Canicattì (Agrigento), ha perso la vita dilaniato dagli ingranaggi in cui si era impigliata un manica del maglione, mentre tentava di riparare il suo trattore che aveva il motore acceso, nelle campagne al confine fra Canicattì e Montedoro.

Il Presidente del Consiglio Romano Prodi, parlando dell'incidente del ravennate, ha annunciato ispezioni ancora più severe. «È un'altra tragedia sul lavoro - ha detto Prodi - un altro ammonimento per applicare le leggi in modo severo e serio. Quello che chiedo a imprenditori e lavoratori è di capire che le regole della sicurezza devono essere applicate in ogni piccolo caso, in ogni occasione. La vita la dobbiamo custodire tutti come il bene più prezioso».
...


   

#32: ESPLOSIONE PALAZZETTO GHIACCIO Autore: AdrovLocalità: "Mitico" Nord-Est ... MessaggioInviato: Mar 22 Gen 2008 - 13:35
    —
» 2008-01-22 12:01
ESPLOSIONE PALAZZETTO GHIACCIO, UN MORTO E 10 BAMBINI FERITI
Un uomo è morto in una esplosione avvenuta durante lavori di manutenzione in una zona sportiva ad Ora, a sud di Bolzano. Dieci bambini sono rimasti feriti in modo non grave. L'esplosione sarebbe stata causata dalla fuoriuscita di ammoniaca utilizzata per l'impianto di raffreddamento del palazzetto del ghiaccio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e l'elicottero del 118 con il medico d'urgenza che però non ha potuto salvare la vita dell'uomo.

Nell'incidente è morto un operaio mentre un'altra persona, le cui generalità non sono ancora note, ha riportato ferite medie. Non darebbero invece motivo di preoccupazione le condizioni dei bambini. Si trovavano sulla pista di ghiaccio quando è avvenuta l'esplosione e - molto spaventati - avrebbero lamentato solo un po' di bruciore agli occhi. Sono stati portati per i controlli necessari all'ospedale di Bolzano con un pulmino dei vigili del fuoco.

UN CENTRO PER SQUADRE E SCUOLE
Il palazzetto del ghiaccio di Ora interessato dall'esplosione che è costata la vita ad un operaio che stava effettuando lavori di manutenzione, è tra l'altro la sede della locale squadra di hockey. Oltre a questa attività sportiva, il centro è utilizzato durante i mesi invernali per allenamenti nelle varie discipline degli sport su ghiaccio ed anche per le attività sportive dei bambini delle scuole. Si tratta di un impianto molto frequentato e una struttura di questo genere esiste, in località Schwarzenbach, da almeno 30 anni.

Fonte: ansa.it

#33: Altri DUE Autore: AdrovLocalità: "Mitico" Nord-Est ... MessaggioInviato: Ven 25 Gen 2008 - 13:40
    —
Genova, 24 gen.
(Adnkronos/Ign)
- Nonostante gli appelli di politici e sindacati per una maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro, la catena delle morti bianche non si spezza. E dopo i gravi incidenti dei giorni scorsi, oggi si sono verificate altre due tragedie nel savonese e nel trevigiano. Un operaio di 45 anni è morto questa mattina a Bragno, in Val Bormida.

Si tratta di Giancarlo Garabello, originario di Saliceto in provincia di Cuneo, che è morto schiacciato da un macchinario nell'azienda metalmeccanica presso la quale lavorava: la savonese Nuova Simic che opera per la Italiana Coke di Cairo. Dai primi accertamenti sembra che il mezzo fosse impegnato in una manovra nel cantiere. Sul posto sono intervenuti immediatamente soccorritori e carabinieri, ma non c'è stato nulla da fare.

Nel pomeriggio l'ennesima tragedia sul lavoro in Veneto. Un operaio è rimasto folgorato a Vazzola nel trevigiano, dopo che un braccio meccanico di una betoniera ha toccato i cavi della rete di trasmissione elettrica.

In un comunicato le segreterie della Camera del Lavoro di Savona e di Cgil Liguria affermano che ''le morti sul lavoro non sono una condizione legata all'emergenza, ma che si tratta di situazioni di drammatica quotidianità''.

#34: Maggiori dettagli su infortunio nel trevigiano Autore: AdrovLocalità: "Mitico" Nord-Est ... MessaggioInviato: Ven 25 Gen 2008 - 14:55
    —
E' morto, folgorato da una scarica

... E' morto, folgorato da una scarica di 20mila volt, sotto gli occhi del figlio. Giuseppe Mestre, 50 anni ad aprile, operaio della Ifaf di Noventa, ha perso la vita nel primo pomeriggio di ieri a Mareno, vittima dell'ennesimo infortunio sul lavoro. Alla tragedia ha assistito, impotente, il figlio Frencis, che stava lavorando accanto a lui. Ancora un morto sul lavoro, dunque, il quarto in provincia nei primi 24 giorni dell'anno, il secondo nell'Usl 7. L'incidente è accaduto a Mareno, nel cantiere per la costruzione della pista ciclabile, lungo via Colonna. Erano le 14.30: Giuseppe Mestre, residente a Noventa in via Borgo 24, stava lavorando in quel tratto di strada assieme al figlio e ad altri tre colleghi. Stavano facendo una gettata di cemento, per coprire la futura pista ciclabile dopo il tombinamento. Mestre stava procedendo a piedi, a un paio di metri dalla betoniera: ne azionava, a mano, il "braccio" mentre un collega era alla guida del mezzo; il figlio e gli altri due dipendenti della Ifaf si trovavano poco più avanti.

Gavaza pagina XIII

Fonte: Il Gazzettino, edizione di Treviso


#35:  Autore: BondLocalità: Ferrara MessaggioInviato: Sab 26 Gen 2008 - 18:15
    —
Non è mortale ma...

DRAMMA SUL LAVORO
Rovigo, 26 gennaio 2008
Il raccapricciante infortunio sul lavoro risale a mercoledì pomeriggio: il 17enne M.R., mentre stava lavorando con un’impastatrice in un pastificio di via Eridania a Santa Maria Maddalena, aveva avuto il braccio destro stritolato dopo essere rimasto impigliato con gli abiti nel macchinario. Ieri, dopo due giorni di tentativi di salvargli l’arto, i medici sono stati costretti con un’operazione delicatissima, ad amputargli il braccio. Un’epilogo doloroso per il ragazzo e per la sua famiglia, il padre vigile del fuoco, la madre e i tre fratelli.

Fonte: il Resto del Carlino di Rovigo


Ciaaa
Bond

#36: Ancora Venezia Autore: AdrovLocalità: "Mitico" Nord-Est ... MessaggioInviato: Sab 26 Gen 2008 - 19:38
    —
26/01/2008
La vigilia dei funerali, previsti per oggi, dei due operai morti nella stiva di una nave a Marghera, funestata da un’altra tragedia in Marittima
Marinaio schiacciato da un Tir in porto a Venezia
Deceduto un greco di 33 anni investito durante le operazioni di imbarco dei mezzi pesanti sul traghetto "Arianne"

Venezia
Schiacciato da un Tir in manovra nel porto di Venezia. Il giorno prima dei funerali di Denis Zanon e Paolo Ferrara, i due operai morti nella stiva di una nave a Porto Marghera (le esequie oggi a Mestre e Brugine), un altro lavoratore ha perso la vita. Si tratta di un marinaio greco di 33 anni, Dimitrios Lenis, che ha cessato di vivere all'ospedale di Mestre dove è stato ricoverato in seguito all'incidente accaduto poco prima delle 13 al porto turistico di Venezia, nell'area della stazione marittima dove generalmente arrivano e partono i traghetti per la Grecia.
Ieri il traghetto «Arianne» della società Minoan era arrivato regolarmente a Venezia ed aveva sbarcato passeggeri e mezzi pesanti. Completate le operazioni, aveva iniziato quelle di imbarco in vista del ritorno al porto greco di Patrasso. È in questa fase avviene l'incidente. Mentre un camionista sta effettuando una manovra nel parcheggio dei Tir, il marinaio greco che sta seguendo da vicino l'operazione viene investito e schiacciato tra due mezzi pesanti. Viene dato l'allarme e sul posto arriva il medico del porto. Il marinaio perde vistosamente sangue dal naso e per questo viene chiamata un'ambulanza del Suem. Quando il personale medico arriva in porto, a Venezia, Dimitrios Lenis è cosciente ed è seduto su una sedia. L'uomo viene trasportato all'ospedale Umberto I di Mestre, ma pochi minuti dopo l'arrivo al pronto soccorso il marinaio cessa di vivere per le gravissime lesioni riportate soprattutto al torace. Sono le 14.15 quando, agli agenti della Polizia di frontiera intervenuti sul posto coordinati dal dottor Campanale, arriva la segnalazione del decesso del marinaio. A questo punto il traghetto, che nel frattempo era partito, viene intercettato è immediatamente dirottato nella rada del Lido per consentire agli investigatori, su richiesta dal pm, di effettuare tutti i controlli del caso. Solo in serata, dopo le indagini della Capitaneria di porto, il traghetto viene fatto ripartire per la Grecia.
Quella di Dimitrios Lenis è una «morte bianca» al porto che si aggiunge alle altre due avvenute nella stiva di una nave. Fatalità, proprio questa mattina si celebrano i funerali. Nella chiesa della Madonna Pellegrina, a Mestre, infatti, la città darà l'ultimo saluto a Denis Zanon. Mezz'ora dopo a Brugine avranno luogo i funerali di Paolo Ferrara.
...

Fonte: Il Gazzettino - pagina 7

#37:  Autore: catanga MessaggioInviato: Dom 27 Gen 2008 - 21:50
    —
Date un'occhiata al sito del Senato dove ci sono i resoconti stenografici delle audizioni della Commissione d'Inchiesta sugli infortuni:

http://www.senato.it/commissioni/128109/128167/sommariostenografici.htm

#38: Succede a Napoli Autore: AdrovLocalità: "Mitico" Nord-Est ... MessaggioInviato: Mer 30 Gen 2008 - 15:16
    —
Napoli | 28 gennaio 2008
Incidente sul lavoro, morto un operaio edile nel napoletano

Un operaio edile di 35 anni è morto mentre stava lavorava in un cantiere edile in via Toscanini, nella zona alta di Quarto, in provincia Napoli. Il giovane lavoratore sarebbe stato colpito al capo dalla sponda di un camion, ma la causa delal morte è ancora da accertare. La vittima è Pasquale Tamburelli ed era residente a Marano, località del napoletano. Lavorava nel cantiere per la Fiona Costruzione.

Stava scaricando un camion di tufi che servivano alla costruzione di una casa agricola in via Toscanini, sulla collina Viticella nella parte alta di Quarto, quando per un malore o perché colpito dalla sponda del camion si è accasciato al suolo. Soccorso dai suoi colleghi, è stato portato all'ospedale, dove è morto subito dopo.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Pozzuoli, che dovranno ricostruire la dinamica dell'incidente. Il cantiere è stato posto sotto sequestro.

Fonte: rainews24.it

#39:  Autore: AdrovLocalità: "Mitico" Nord-Est ... MessaggioInviato: Ven 1 Feb 2008 - 12:14
    —
28 gennaio 2008
Muore operaio rumeno a Toscanella di Dozza

Ancora morte sul lavoro. Un operaio di 39 anni, Ionel Florea, di origine romena mentre stava lavorando alla ristrutturazione di un solaio, il pavimento ha ceduto e l'uomo e' caduto da un'altezza di circa 7 metri, morendo sul colpo.
E' accaduto nel tardo pomeriggio di oggi a Toscanella di Dozza, in provincia di Bologna.
I carabinieri, allertati dai parenti dell'uomo che si trovavano insieme a lui, hanno inviato le indagini sull'incidente.

Fonte: diario-prevenzione.it


#40:  Autore: ModLocalità: Treviso MessaggioInviato: Gio 7 Feb 2008 - 10:41
    —
Segnalo che abbiamo aggiornato la sezione dedicata alle grandi tragedie sul lavoro con l'esplosione avvenuta ieri in una fabbrica di fuochi artificiali in cui ci sono stati 4 morti e un ferito:
Le tragedie sul lavoro in Italia.
Ringraziamo sin d'ora tutti coloro che volessero contribuire con documentazione, notizie, riferimenti tecnico/legislativi, ecc... affinche' tali eccidi non abbiano piu' a succedere.

Mod  

PS: il bollettino di 'Caduti sul lavoro' alle 9.30 di oggi, 07.02.2008, scandiva, dall'inizio del 2008:

107 morti
2691 invalidi
107691 infotuni

... e' una strage che sembra non avere mai fine ...  



Sicurezzaonline.it -> Ambito generale


output generated using printer-friendly topic mod. Tutti i fusi orari sono GMT + 2 ore

Vai a pagina Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6  Successivo  :| |:
Pagina 2 di 6

Powered by phpBB © 2001, 2005 phpBB Group