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Infortuni mortali sul lavoro (2a parte)
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Adrov




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Località: "Mitico" Nord-Est ...

MessaggioInviato: Lun 22 Set 2008 - 16:54    Oggetto: Precisazioni .... Rispondi citando

2008-09-22 13:05
CROLLA MURO A VENEZIA: MORTO UN MURATORE

VENEZIA - Sono stranieri dell'est Europa, secondo i primi accertamenti delle forze dell'ordine, gli operai - uno deceduto e tre feriti, di cui uno in modo molto lieve - coinvolti nel crollo di parte di un muro di un edificio all' isola di Murano a Venezia.  La vittima e i due feriti gravi sarebbero ucraini.

Sul posto, Spisal e forze dell'ordine stanno svolgendo accertamenti sulla regolarita' del loro rapporto di lavoro con la ditta o le ditte che stavano operando nell'area del crollo. Sul posto stanno ancora operando due squadre dei vigili del fuoco di Venezia con il gruppo crolli da Mestre che stanno continuando a scandagliare le macerie, con il supporto di unita' cinofile e del gruppo boschivi per accertare on via precauzionale che non vi siano sotto altre persone.

I carabinieri stanno ascoltando diversi testimoni, per capire da quanto i lavoratori erano sul posto e a cosa stavano lavorando. Il muro, lungo una trentina di metri e alto dieci, era parte dell'ala di una palazzina in ristrutturazione. Tutta la zona delle Vecchia Conterie, gli ampi capannoni dove venivano realizzate le perle di Murano, in questo periodo e' in fase di recupero: diverse ditte vi si sono gia' insediate, altre aree acquisiranno nuova destinazione. Nell'edificio crollato, secondo alcuni negozianti della zona, sarebbe previsto un nuovo albergo.

Due dei tre muratori rimasti feriti a Murano dal crollo di un muro, secondo fonti mediche, hanno riportato traumi cranici e contusioni in varie parti del corpo. Dopo un primo accertamento al pronto Soccorso dell'ospedale di Venezia, sui due, pare ucraini, sono in corso esami piu' approfonditi per capire se hanno subito anche lesioni interne. I medici non hanno ancora emesso una prognosi, ma i due muratori non sarebbero in pericolo di vita. Un terzo lavoratore rimasto coinvolto nel crollo ha riportato invece traumi distorsivi ad una caviglia, oltre a escoriazioni varie.

Fonte: ansa.it

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Località: "Mitico" Nord-Est ...

MessaggioInviato: Lun 22 Set 2008 - 17:06    Oggetto: Aggiornamento del bollettino di guerra Rispondi citando

2008-09-22 16:16
Tre operai travolti su A1, uno muore
Pulivano sterpaglie lungo l'Autosole nel Frusinate

(ANSA) - FROSINONE, 22 SET - Tre operai che stavano pulendo le sterpaglie lungo la A1 a Pontecorvo, nel Frusinate, sono stati investiti da un camion, uno e' morto. L'incidente e' avvenuto a circa un chilometro dall'uscita di Pontecorvo in direzione Napoli. Il servizio autostrade raccomanda agli automobilisti di fare attenzione alle segnaletiche sia orizzontali che verticali e esprime cordoglio ai familiari dell'operaio deceduto.

Fonte: ansa.it

Ma siete proprio sicuri che bastino le segnaletiche orizzontali e verticali?

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Località: Ferrara

MessaggioInviato: Mar 23 Set 2008 - 8:43    Oggetto: Re: Precisazioni .... Rispondi citando

Citazione:
2008-09-22 13:05
CROLLA MURO A VENEZIA: MORTO UN MURATORE


Ieri ascoltavo il TG in merito a tale argomento e non vi nascondo quanto sono demoralizzato nei confronti dei giornalisti.
L'inviato ha catalogato l'evento come "accidentale" perchè (testuali parole usate) "tutti gli operai aveno il caschetto e gli altri capi di protezione ed erano tutti regolarmente assunti"

Il caschetto !!!   si e magari uno aveva le mash e l'altro la riga in mezzo.
Secondo loro (i giornalisti) la sicurezza si risolve tutto con un buon taglio di capelli ed il pagamento dei contributi.
Possibile che nessuno di loro si chieda il "perchè" quelli erano lì in quel momento?
Possibile che coloro che devono informare gli italiani non sappaino nulla di ciò che parlano?

Ecco!!!
Questa è l'Italia

L'ho detto nell'altro topic: oggi mi sento piuttosto izcantazo (tanto si legge comunque   )

Ciaaa
Bond[/quote]

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Un genitore saggio lascia che i figli commettano errori. E' bene che una volta ogni tanto si brucino le dita.
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Località: "Mitico" Nord-Est ...

MessaggioInviato: Gio 25 Set 2008 - 14:20    Oggetto: ........... Rispondi citando

Roma | 24 settembre 2008
Incidenti sul lavoro: due morti in poche ore, uno a Salerno l'altro a Sassari

Un operaio di  24 anni Fabrizio Materazzo, e' morto schiacciato sotto il muletto, mezzo per il trasporto merci,  che stava guidando mentre era a lavoro in un pastificio nella zona industriale di Salerno.

Ancora da accertare le cause del ribaltamento del mezzo; l'operaio e' rimasto schiacciato dal muletto che si e' capovolto e nonostante un rapido trasporto all'Ospedale 'San Giovanni Diddio Ruggi D'aragona', e' deceduto. Decisa l'apertura di un'inchiesta.

Cade da una impalcatura

Un operaio ha perso la vita cadendo da una impalcatura alta circa 17 metri in un cantiere vicino alla centrale di Fiumesanto, a Portotorres, in provincia di Sassari. Al momento non si conosce l'esatta dinamica dell'incidente. Sul posto sono intervenuti operatori del 118, vigili del fuoco e forze dell'ordine. I soccorsi sono stati inutili perche' l'uomo e' morto sul colpo. Sono ancora in corso accertamenti anche per verificare eventuali responsabilita'.

Fonte: rainews24.it


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MessaggioInviato: Ven 26 Set 2008 - 10:36    Oggetto: Rovigo ... Rispondi citando

Roma | 25 settembre 2008
A Rovigo operaio muore schiacciato da un palo della luce

Un operaio di 55 anni è morto a Rovigo, travolto da un palo della luce. L'incidente è avvenuto nel pomeriggio mentre l'operaio, insieme ad altri colleghi, era intento all'installazione di alcuni pali per l'illuminazione. Sulle modalità dell'incidente stanno indagando i carabinieri di Rovigo.

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MessaggioInviato: Ven 26 Set 2008 - 12:20    Oggetto: Anche in agosto .... Rispondi citando

Arcugnano
Qualcuno ha sentito ...

 
Arcugnano
Qualcuno ha sentito un tonfo sordo, qualcun altro forse anche un urlo soffocato. Pochi istanti e la tragedia s'era già consumata, con un operaio finito con la testa dentro una macchina impastatrice. Non ha avuto scampo.

L'infortunio mortale si è verificato ieri sera verso le otto e mezza in un'azienda che produce tortellini situata in zona industriale di sant'Agostino, tra Arcugnano e Vicenza. La vittima è Francesco Bortolon, 49 anni. Abitava ad Arcugnano in via Villa di Fimon numero 1. Sposato, aveva tre figli.

Tutto è accaduto in una frazione di secondo all'interno della "Bertagni 1882 srl", ex Fioravanti.

Secondo i primi accertamenti, Bortolon stava effettuando la manutenzione di una macchina impastatrice. In quel momento nel reparto erano presenti altri tre operai, ciascuno però impegnato su altri macchinari.

Gli addetti avrebbero riferito di aver udito un rumore sordo, forse un tonfo. Qualcun altro avrebbe detto di aver sentito anche un urlo. Ma quando hanno rivolto lo sguardo verso l'impastatrice il dramma si era già consumato. Una scena agghiacciante quella che si è presentata ai loro occhi e poi a quella dei soccorritori, con il corpo dell'operaio manutentore inerte e riverso con la testa nell'impastatrice.

È stato dato immediatamente l'allarme. Sul posto sono accorse le Volanti della Questura, un'ambulanza del Suem, i vigili del fuoco e addetti dello Spisal, oltre che una squadra della Scientifica.

Il medico legale però non ha potuto che constatare il decesso di Bortolon. Straziante l'arrivo in fabbrica della moglie dell'operaio, accompagnata da uno dei figli.

Solo poche ore prima lo Spisal aveva segnalato un infortunio sul lavoro avvenuto in città, in questo caso non grave, ponendo l'accento sulla necessità di adottare sempre tutte le misure preventive.

Antonio Bochicchio

Fonte: gazzettino.it - Edizione del 29/8


ARCUGNANO  
Operaio stritolato in fabbrica probabile un avviso di garanzia

 
Arcugnano
Ha destato profonda commozione in tutta Villa di Arcugnano l'orribile morte di Francesco Bortolon, 49 anni, dipendente della "Bertagni 1882", nota anche come ex Fioravanti a tutti quelli che per anni hanno visto il noto marchio di alimentari all'esterno della fabbrica, sita nella zona industriale di Arcugnano, ai confini con il quartiere vicentino di Sant'Agostino. Bortolon, che era sposato nonché padre di tre figli, ha perso la vita giovedì sera, stritolato dalla macchina impastatrice che stava sottoponendo a operazioni di manutenzione. Sulla vicenda il piemme Paolo Pecori ha aperto un fascicolo di inchiesta, riservandosi di inviare eventuali avvisi di garanzia a chi ai vertici della società sarà riconosciuto come rappresentante legale della stessa

.Nel frattempo, da parte della segreteria provinciale dello Spisal - Servizio prevenzione igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro - arriva un comunicato a firma del dirigente Celestino Piz, dove fra l'altro si legge «Purtroppo ieri sera (giovedì 28 ore 20) c'è stato un infortunio mortale : un lavoratore puliva un impianto per produzine pasta. Possiamo solo aggungere quanto detto in altre occasioni: la manutenzione e la pulizia delle macchine va fatta a macchina ferma o a "sicurezza migliorata". Ormai si sono i mezzi tecnici perchè questo non sia affidato alla volontà dei lavoratori ma avvenga automaticamente. Su questo aspetto stiamo svolgendo le nostre indagini».

Da parte della segreteria provinciale della Cgil la nota del segretario Danilo Andriollo, che così esordisce: «L'atroce morte di Francesco Bortolon (ai familiari del quale esprimiamo vicinanza e solidarietà) impone una forte accelerazione nell'impegno per l'applicazione del Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro , emanato il 9 aprile scorso dal precedente governo. È il momento di abbandonare resistenze. È inutile soffermarsi su un presunto, quanto inesistente, eccesso di sanzioni. È necessario assicurare luoghi di lavoro privi di pericoli per l'incolumità di chi vi opera».


Fonte: gazzettino.it - Edizione del 30/8

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Sint




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Località: CN

MessaggioInviato: Mar 30 Set 2008 - 15:31    Oggetto: Rispondi citando

Biella: incidente in azienda tessile, muore operaio 43enne

E' stato stritolato da una macchina. E' morto cosi' oggi pomeriggio Massimo Sasso, 43 anni, operaio di un'azienda tessile biellese. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

Fonte: corrieredellasera.it
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gugvib
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MessaggioInviato: Gio 2 Ott 2008 - 19:19    Oggetto: Rispondi citando

Dal sito dell'ansa, ore 18.27:

BARBERINO DEL MUGELLO (FIRENZE), 2 OTT - Tre operai sono morti in un incidente sul lavoro avvenuto in un cantiere autostradale nel Mugello. Lo hanno reso noto i vigili del fuoco.

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Codesto solo oggi possiamo dirti ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
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MessaggioInviato: Ven 3 Ott 2008 - 12:06    Oggetto: SEI .... Rispondi citando

Roma | 3 ottobre 2008
A1, altra strage sul lavoro. Sei vittime in un solo giorno

Tre operai hanno perso la vita in un incidente sul lavoro avvenuto intorno alle 17.30 in un cantiere autostradale nel Mugello. E' l'episodio più grave di una giornata che si chiude con il pesantissimo bilancio di sei morti bianche, un altro operaio e'  in coma e due feriti.

Strage sulla A1. Secondo la prima ricostruzione, le tre vittime - due calabresi di 26 e 49 anni e un napoletano di 45 - si trovavano su una piattaforma aerea all'interno di un cantiere per la costruzione della Variante di Valico, che sarebbe precipitata. La piattaforma era a circa 40 metri di altezza e gli operai stavano lavorando su alcuni piloni. Tutti e tre sarebbero morti sul colpo. Un quarto operaio che era con loro si è salvato: il caso ha voluto che si trovasse nella parte della struttura che non ha avuto cedimenti.

Il cantiere, ha precisato Autostrade per l'Italia in una nota, si trova nel Comune di Barberino ed è appaltato alla ditta Toto (presidente Carlo Toto, attuale co-gestore della A24 e della A25 e fondatore di AirOne).

La piattaforma sopraelevata era agganciata a un nuovo pilone in costruzione di un tratto della Variante autostradale di Valico. L'intervento era sul primo di sei piloni di un viadotto. Gli operai lavorano in quota per allestire i manufatti di cemento armato.

Il pilone da cui sono precipitati i tre operai è interamente circondato sui quattro lati e sulla sua sommità da piattaforme analoghe a quella che ha ceduto. Per raggiungere la cima gli operai, come sempre, hanno utilizzato un ascensore da cantiere con cui si sono portati a circa sei-sette metri dalla cima, poi raggiunta tramite una scala e una botola aperta nel pavimento di una delle piattaforme che invece ha tenuto.

Proprio ieri a Bologna era stato firmato un accordo per incentivare la sicurezza sul lavoro nei lotti della variante di valico della A1. Promosso dalla Provincia di Bologna, porta le firme delle società committenti, di Autostrade per l'Italia, delle società esecutrici, dei sindacati e dell'Inail.

Gli altri incidenti.
Un operaio è caduto in un pozzo per l'estrazione di biogas nella discarica di Scarpino, a Genova. Il corpo non è stato ancora recuperato ma le speranze di trovarlo ancora in vita sono praticamente nulle.

La quinta vittima è un operaio che stava lavorando all'interno di un capannone nella zona industriale di Torgiano, in provincia di Perugia: è stato travolto da un carro-ponte ed è morto sul colpo per via dell'impatto con il mezzo, utilizzato di norma per spostare grandi carichi.

Un'altra vittima a Sesto Fiorentino. Un operaio è morto e due sono rimasti feriti in un incidente sul lavoro avvenuto in serata nei pressi di Sesto Fiorentino. I tre operai stavano lavorando su un carrello per la manutenzione della linea aerea ferroviaria quando è avvenuto l'incidente. Un operaio è morto sul colpo mentre gli altri due sono stati trasferiti in ospedale.

Infine, è in coma con un trauma cranico commotivo e diverse altre lesioni un operaio di 42 anni di Oria, in provincia di Brindisi. E' caduto da una impalcatura a una altezza di circa 10 metri in un cantiere edile.

Fonte: rainews24.it

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Nofer
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MessaggioInviato: Sab 4 Ott 2008 - 18:02    Oggetto: Rispondi citando

copioincollo da repubblicaonline, per chiedere lumi in merito
Citazione:
Quello che sembra certo è che la struttura sul pilone da dove ieri pomeriggio sono caduti i tre lavoratori "era stata montata proprio nella giornata di ieri". Lo ha confermato Alessandro Matteucci, dell'Unità funzionale grandi opere della Asl 10. Aggiungendo che "la causa diretta" dell'incidente è il fatto che "ha ceduto uno degli appoggi che reggevano la piattaforma: dobbiamo invece accertare se questo sia avvenuto a causa di un cedimento strutturale o per un errato montaggio. Certamente non si può parlare di sovraccarico, c'erano solo quattro persone".
Matteucci ha poi ricordato come le norme di sicurezza prevedano che "durante tutte le fasi di montaggio della struttura gli operai devono indossare le cinture di sicurezza, mentre durante il lavoro non è obbligatorio".
Ora, quando ho sentito la notizia, anzi visto al TG, la prima reazione è stata chiedermi com'è che non stavano attaccati. Poi, mi sono detta che forse, quando la piattaforma o il ponteggio sono montati completi... ma con le imbracature di tipo recente, che quanto ci avete parlato sulla EN 795 e il punto di ancoraggio sicuro etc. etc. mi sono anche risposta che comunque si deve stare attaccati.
La domanda dunque è: è realistico quanto si legge sia stato affermato, che durante il lavoro su una piattaforma in altezza non è necessario l'uso di imbracatura di ritenuta?
Io prima di leggere, e rileggere per esser ben certa di quel che ho letto, avrei giurato che si deve avere un'ancoraggio nel punto fisso più solido possibile. Adesso, sono in crisi profonda.

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Giuliano
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MessaggioInviato: Sab 4 Ott 2008 - 19:35    Oggetto: Rispondi citando

Da come la vedo io (ma potrei sbagliare), quella piattaforma una volta montata è sicura come un ponteggio, sul quale si lavora senza essere vincolati. L'analogia con il piano di lavoro di un cestello (che richiede che  l'operatore sia vincolato) non regge, perchè il cestello può muoversi e quindi sbalzare fuori chi c'è sopra,mentre lapiattaforma è fissa come il piano di un ponteggio.
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catanga




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MessaggioInviato: Dom 5 Ott 2008 - 9:53    Oggetto: Rispondi citando

Esatto Giuliano.

Va tenuta presente anche un'altra eventualità e cioè un precedente urto di carichi sollevati, contro la struttura esistente.
Un urto della benna con il cls per il getto, potrebbe aver danneggiato l'ancoraggio (in genere doppio: struttura + aggancio con le due piattaforme laterali).

Questo evento trascurato, potrebbe aver provocato lo sfilamento dell'ancoraggio e la rottura dell'aggancio con  la paittaforma adiacente.

Comunque, si tratta di ipotesi, bisognerebbe vedere il tipo di piattaforma, il sistema di aggancio, ecc.).
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Marco
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MessaggioInviato: Lun 6 Ott 2008 - 21:58    Oggetto: Rispondi citando

... si tratta di un impalcato in legno sorretto da due profilati in metallo di forma triangolare. Il piano di calpestio della passerella è fissato ai due profilati. Ogni profilato ho un solo punto di ancoraggio al pilone, tramite un bullone. Quindi due bulloni, uno per profilato. Il profilato nella parte inferiore poggia solamente alla struttura di cemento già realizzata. Nessun collegamento alle passerelle adiacenti.

A casa mia ho un quadro appeso con due gancetti, se si stacca il primo il sencondo trattiene il quadro ma è chiaro che l'opera d'arte si pisiziona in diagonale. Infatti la struttura non è caduta, è solo ruotata quando uno dei bulloni ha ceduto. Nella parte inferiore, senza un fissaggio, nulla ha impedito la rotazione.

L'inchiesta non è stata affidata a me, io ho visto le fotografie sui giornali, però chi ha progettato tale struttura, a mio modo di vedere, non ha rispettato un criterio di base: quel fissaggio è la configurazione tecnica minima per far star su il quadro, ma quando si fa "sicurezza" in tantino bisogna esagerare.

Il fatto che il bullone ha ceduto (fissato male, più corto ... non ha importanza), è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

E' la mia opinione.

Marco

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Nofer
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MessaggioInviato: Lun 6 Ott 2008 - 22:39    Oggetto: Rispondi citando

può valere, per quel tipo di installazioni, quella regoletta che a me è stata insegnata con la geometria di 2^ media, per cui per 3 punti passa un piano ed uno solo?
Premettendo che per la disgrazia già accaduta è senza meno tardi, ma se il sistema adottato è quello e quindi è ragionevole che vengano rifatte quelle piattaforme, e se su quelle piattaforme è lecito non indossare imbracature agganciate per es. alla pila, magari mettercene 3 di staffe fa ridurre la possibilità che -se una si sgancia- la piattaforma ruoti sull'unico perno rimasto.  
 

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MessaggioInviato: Lun 6 Ott 2008 - 22:51    Oggetto: Rispondi citando

Mi sloggo e quoto Catanga e Giuliano.

Cara nofer non ti scervellare.  L'uccellino mi ha detto che qualche anno fa (stessa ditta) capito' una cosa simile sul "metatarso d'italia".  Ti assicuro che la ricostruzione ufficiale e documentata delle evento fu "shockante".
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Bohr
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MessaggioInviato: Lun 6 Ott 2008 - 23:59    Oggetto: Rispondi citando

Sono scettico sulla questione che forse sia il caso di riprogettare la piattaforma. Spesso tali sistemi sono molto delicati quanto performanti (in termini di produttività). Basti pensare che un semplicissimo errore come ad esempio l'installazione di un tasselo meccanico invece di uno chimico ad alte prestazioni può far accadere quanto successo.

Sono convinto, perchè le vedo in giro certe cose, che il montaggio della piattaforma è stato sottovalutato...come dire, preso alla leggera.

Vi racconto in due righe cosa mi è accaduto durante il montaggio di un montacarichi (Portata 2500 Kg) con struttura traliccita ad acoraggi multipli a step di 6 metri alto 200.

Struttura finita e pronta per il collaudo. Onestamente non avendo mai visto quel "trabbiccolo" avevo il manuale alla mano per capire qualcosa quando ad un certo punto ignorante qual'ero mi è venuto da chiedere come mai un tassello (quello che avevo sotto tiro) era diverso dal disegno del manuale. Per farla breve...il costruttore aveva previsto "10" tasselli chimici se il passo degli ancoraggi era di 6 metri e "10" tasselli meccanici se il passo lo si accorciava a 4 metri.

Siccome il passo era da 6 metri la struttura così com'era messa in opera faceva schifo con la conseguenza che è stata smontata o meglio è stata modificata introducendo ulteriri ancoraggi.

Come vedi Nofer, una piccola disattenzione commessa da persone poco esperte e via...succedono disastri.


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Marco
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MessaggioInviato: Mar 7 Ott 2008 - 9:44    Oggetto: Rispondi citando

"Come vedi Nofer, una piccola disattenzione commessa da persone poco esperte e via...succedono disastri"

Bohr non è così.
Progettare con criteri di sicurezza è una cosa, progettare per avere il minimo indispensabile per far star su una struttura è un'altra. Nel secondo caso anche il minimo errore porta ed eventi drammatici. E quando lavori a 38 metri di altezza il minimo errore significa la vita di qualcuno.

Marco

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catanga




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MessaggioInviato: Mar 7 Ott 2008 - 10:14    Oggetto: Rispondi citando

Visto che facciamo ipotesi ...... entriamo più nel dettaglio.

In genere, un sistema evoluto di questo tipo è fissato ad ancoraggi che vengono (o dovrebbero venire) predisposti prima del getto successivo.
In altre parole, si predispongono i ferri d'armatura, si posizionano delle boccole filettate per gli ancoraggi, si cassera, si getta e si scassera.

Gli ancoraggi per ciascuno dei profilati triangolari che sorreggono le mensole devono essere almeno due.

Dopo aver scasserato, si montano dalle mensole sottostanti, le mensole successive utilizzando le boccole filettate ed ancorando così i profilati triangolari.

Una volta montate le mensole sui quattro lati, si rendono solidali mediante degli elementi fissati al piano di calpestio ed al parapetto.


Nel caso specifico, non conosciamo:
- il tipo di piattaforma a mensola,
- il sistema di ancoraggio,
- la sequenza di montaggio,
- ecc.

Le cause, quindi, possono essere molteplici.
Aspettiamo sviluppi.
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Marco
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MessaggioInviato: Mar 7 Ott 2008 - 10:30    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Catanga

E' esattamente così come hai descritto, solo che con due soli ancoraggi se uno cede l'altro fa da perno ed il piano di calpestio diventa uno scivolo.

Marco

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Marco
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MessaggioInviato: Mar 7 Ott 2008 - 10:35    Oggetto: Rispondi citando

... la foto non è il massimo, lo scaricata dal Web.

Marco

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