Inviato: Mer 23 Apr 2008 - 9:03 Oggetto: Esplosione estrusore
Riporto questo articolo sull'infortunio doppiamente mortale di Cornate d'Adda, che ritengo interessante in quanto analizza la possibile dinamica dell'accaduto.
Ciao a tutti/e
La produzione a tutti i costi. Ecco perché non esiste fatalità
Martedì scorso due operai sono morti a causa dell'esplosione del macchinario su cui lavoravano in un'azienda chimica di Cornate d'Adda. Il macchinario in questione è un «estrusore». Qui sotto pubblichiamo il contributo di un tecnico della sicurezza sul lavoro. E ci chiediamo: é andata così?
Un estrusore per materie plastiche è sostanzialmente un recipiente in cui la materia plastica, rammollita a seguito di un preventivo riscaldamento, viene messa in pressione (in vari modi) e poi viene fatta passare attraverso una «filiera» che la trasforma in materiale estruso, cioè filiforme, per essere poi avviata a successive lavorazioni.
Per chiarire meglio il concetto: avete presente quando chiedete il macinato per il ragù al macellaio. Cosa fa ? Prende la carne, la mette in un macinino (rammollimento della materia plastica) e poi la fa passare attraverso un disco pieno di fori (estrusione) da cui esce la carne macinata, ridotta a 'spaghetti'.
In un estrusore per materie plastiche per ottenere lo stesso effetto della carne macinata occorrono pressioni elevatissime (300 atmosfere, cioè 300 volte la pressione che subiamo vivendo sulla terra ogni giorno). Ovviamente tutto il macchinario che raggiunge tali pressioni deve essere dimensionato (cioè progettato) per sopportare tali pressioni. E in genere lo è, se no alla prima occasione esploderebbe. Anzi il macchinario viene progettato con coefficienti di sicurezza almeno due volte quelli di lavoro. Se la pressione massima prevista - «nominale» - è di 300 atmosfere, viene progettato per resistere a 600 atmosfere. Se però, per qualche motivo (ad esempio la filiera di cui sopra si intasa e non permette più la fuoriuscita del materiale), la pressione all' interno dell' estrusore supera non solo la pressione nominale (300 atmosfere secondo l'esempio di sopra), ma addirittura quella di progetto (600 atmosfere), è necessario prevedere sistemi di controllo per evitare i rischi di esplosione dell'estrusore.
Per tale motivo su tutti gli estrusori, immediatamente prima della filiera, viene posizionato un pressostato (uno strumento che misura la pressione), collegato elettricamente al quadro elettrico che comanda la macchina. Se la pressione misurata dal pressostato supera quella nominale, esso invia un segnale elettrico al quadro di comando che, oltre a generare un segnale di allarme (sirena), ferma tutta la macchina per evitare che la pressione nominale continui ad essere superata e si arrivi alla pressione massima di progetto e quindi al rischio di esplosione. Non solo: il pressostato e il quadro di comando devono essere realizzati in maniera tale che se il pressostato e/o il quadro di comando subisce un'avaria, la macchina venga comunque fermata.
Dopo la spiegazione che vi ho dato è chiaro che quella di Monza non è, ancora una volta, «una tragica circostanza», ma una voluta omissione delle normative di sicurezza. L'esplosione di un estrusore può avvenire solo se il quadro di comando della macchina è stato volutamente manomesso per evitare che il pressostato fermasse il macchinario nel caso fosse superata la pressione nominale di lavoro. Ciò generalmente viene fatto perché il pressostato (che costa circa 50 euro) si guasta e ferma in continuazione la produzione. Costa molto meno manomettere il quadro di comando che fermare la produzione o cambiare il pressostato. Se va bene si risparmiano 50 euro, se va male muoiono due persone . . .
Il Manifesto 20 aprile 2008 _________________ Alessandra
Ringrazio sentitamente alessandra per questo intervento.
Deve essere questo l'intento che dobbiamo perseguire ... ovvero cercare di spiegare perche' avvengono questi gravi incidenti sul lavoro e fornirne anche le possibili soluzioni allo scopo di evitare che abbiano a ripetersi in futuro.
Questo post e' stato, percio', linkato all'interno dello speciale 'PER NON DIMENTICARE ... ', dedicato ai piu' gravi incidenti mortali avvenuti dopo la strage della ThyssenKrupp.
Ancora grazie ad alessandra e a tutti coloro che, in futuro, daranno un contributi analoghi per migliorare le condizioni dei luoghi di lavoro.
Grazie Alessandra per l'accurata spiegazione.
A me pero' sembra (e ripeto sembra) che l'esplosione fosse dovuta al fatto che gli operai stavano facendo manutenzione e usavano abbondanti dosi di diluente. Il diluente produce vapori infiammabili e quindi potenziali atmosfere esplosive.
Se cosi' fosse si tratterebbe di esplosione(atex) , mentre nel caso descritto da Alessandra si tratterebbe di scoppio (ped). Che poi non cambia niente ai fini degli effetti (e dei morti).
ciao
Renato _________________ " - internet + cabernet "
Citazione: Originariamente scritto da alessandra: Riporto questo articolo sull'infortunio doppiamente mortale di Cornate d'Adda, che ritengo interessante in quanto analizza la possibile dinamica dell'accaduto.
Per tale motivo su tutti gli estrusori, immediatamente prima della filiera, viene posizionato un pressostato (uno strumento che misura la pressione), collegato elettricamente al quadro elettrico che comanda la macchina. Se la pressione misurata dal pressostato supera quella nominale, esso invia un segnale elettrico al quadro di comando che, oltre a generare un segnale di allarme (sirena), ferma tutta la macchina per evitare che la pressione nominale continui ad essere superata e si arrivi alla pressione massima di progetto e quindi al rischio di esplosione. Non solo: il pressostato e il quadro di comando devono essere realizzati in maniera tale che se il pressostato e/o il quadro di comando subisce un'avaria, la macchina venga comunque fermata.
Il Manifesto 20 aprile 2008
Stante così il sistema rimane ancora il rischio di esplosione , un pressostato non è sufficiente, occorre la ridondanza e questa deve essere meccanica .
Ovvero qualcosa di simile ad una valvola di sicurezza o disco di rottura e questi dovrebbero avere una particolare attenzione nella manutenzione!!
Saluti
La produzione a tutti i costi. Ecco perché non esiste fatalità
.... Ciò generalmente viene fatto perché il pressostato (che costa circa 50 euro) si guasta e ferma in continuazione la produzione. Costa molto meno manomettere il quadro di comando che fermare la produzione o cambiare il pressostato. Se va bene si risparmiano 50 euro, se va male muoiono due persone . . .
Il Manifesto 20 aprile 2008[/quote]
Incredibile, sono felicissimo finalmente un caso di giustizia rapida in Italia, a pochi giorni dallo sciagurato evento hanno già chiuso l'inchiesta e trovato il colpevole.
manfro _________________ "lasciate il mondo un pò migliore di come l'avete trovato." BP
Non per difendere gli imprenditori ........ ma aspetterei un po' prima di buttare la croce addosso a qualcuno.
1. anche in una macchina senza "bypass assassini", si possono verificare, in caso di guasto, situazioni quale quella descritta dal citato quotidiano.
2. usando solventi all'interno della "cassa d'estrusione" e poi aumentando la pressione per "provare" il funzionamento ......... mi pare che non ci voglia molto a fare un bel botto.
3. in entrambi i casi, mi pare che il problema sia un'inadeguata percezione del rischio dovuta ad un'inesistente formazione dello stesso datore di lavoro operante anche lui fianco a fianco degli infortunati.
Direi, quindi, di aspettare le conclusioni delle indagini e di lasciar fare ai giornalisti, i soliti strilli mediatici ed agli integralisti, le solite accuse al "padrone" sfruttatore.
Noi siamo tecnici e, come tali, parliamo solo su dati oggettivi.
caro catanga
speravo si capisse bene il mio tono assolutamente polemico verso alcuni e sottolineo alcuni (ma aihmè molti) addetti della stampa e TV che cavalcano le tragedie sul lavoro per fare audience e/o portare avanti crociate di partito.
Basta non dico più niente se no Mod si arrabbia
manfro _________________ "lasciate il mondo un pò migliore di come l'avete trovato." BP
dimenticavo, ho grassettato anche le parti meravigliose dell'articolo riportato.
La ricostruzione è senz'altro utile esposta cone estrema chiarezza e calma, anche se a quanto pare non è stata del tutto esaustiva, mentre con i giudizi e nel trovare il colpevole ci si è andato giù duro l'importante è che i lettori (comunque spudoratamente schierati) rafforzino le loro convinzioni.
Proprio no mi va giù questo giustiziare subito, senza appello.
I mass media non prendono neanche mai lontanamente in considerazione l'ipotesi che qualcuno abbia commesso una fesseria, o sia stato imprudente ecc...no a sentire i servizi al TG si cerca sempre, fin da subito, di criminalizzare le aziende (il che nella maggior parte dei casi potrebbe anche essere giusto visti i "soggetti" che nel 2008 ancora non capiscono cosa vuol dire essere imprenditori).
Vorrei permettermi di dire molte altre cose, ma la paura di essere frainteso mi consiglia di stare zitto aggiungo solo che le tragedie sono tragedie e chi ha subito una sciagura del genere merita tutta la nostra attenzione ed è doverosa una giusta assistenza per le famiglie dei caduti sul lavoro.
soprattutto mi piacerebbe che chi ha sbagliato paghi fino in fondo, chiunque esso sia.
Vi chiedo infine una piccola ma significativa riflessione: quante sanzioni ex articolo 5 D.Lgs. 626 avete visto elevare ai lavoratori nel corso della vostra onorata carriera?
Io, manfro:
0 (diconsi "zero") in 11 anni. _________________ "lasciate il mondo un pò migliore di come l'avete trovato." BP
quante sanzioni ex articolo 5 D.Lgs. 626 avete visto elevare ai lavoratori nel corso della vostra onorata carriera?
Io, manfro:
0 (diconsi "zero") in 11 anni.
Io, Nofer, in 12 anni quasi :
UGUALE.
Male, anzi malissimo.
perchè se io multo il DdL che non fornisce casco e cuffie, ho il dovere morale, oltre che legale, di multare anche il lavoratore che pur avendo ricevuto i DPI non li indossa "per sfregio". _________________ Nofer
_______________________________________
La nuova omertà è non voler sapere (Roberto Saviano)
Mi pareva di aver letto che l'esplosione, come ha già anticipato Renato, sia stata causata da operazioni di lavaggio con solventi realizzati su parti ancora calde.
Ciao
Marzio _________________ "Ogni soluzione genera nuovi problemi" (Corollario 7, Legge di Murphy)
Manfro,
assolutamente d'accordo con Te e totalmente in disaccordo con un giornale, un giornalista ed un tecnico che, rispettivamente, è pronto ad ospitare, è pronto a dar voce ed è pronto a sentenziare su un evento luttuoso senza sapere come sono andate realmente le cose ma solo per "analogia".
Peccato che l'"analogia" in questo caso sembra, per chi sa qualcosa di greco, un discorso (logos) su ........ (ci siamo capiti .... anche se non è prorio greco).
Non c'è ancora "testa" per capire che se si continua con la contrapposizione del secolo scorso, tra padroni e sindacati (e non lavoratori), non si va da nessuna parte.
Non puoi inserire nuovi argomenti in questo forum Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum Non puoi votare nei sondaggi in questo forum NON puoi inserire nuovi files (upload) in questo forum NON puoi scaricare files (downloads) da questo forum