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Infortuni mortali sul lavoro (parte 1a)
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Adrov
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Località: "Mitico" Nord-Est ...

MessaggioInviato: Ven 29 Feb 2008 - 15:02    Oggetto: Rispondi citando

La tragedia questa notte. Un portuale della Culmv cade dalla coperta di una portacontainer
Immediata la protesta dei lavoratori che hanno indetto 48 ore di sciopero
Genova, muore un portuale
Sciopero nazionale in banchina
Corteo per le strade del centro. Alla testa il sindaco e il presidente dell'Autorità
Anche il padre morì in porto. E' il settimo incidente mortale negli ultimi 12 anni nello scalo

GENOVA - Cade dalla coperta di una nave: muore un portuale della Culmv, Compagnia unica lavoratori merci varie. Fabrizio Cannonero, 39 anni di Prà, padre di un bambino di 4 anni,     ha perso la vita questa notte dopo l'una nel porto di Genova. E' precipitato mentre stava lavorando attorno ad un container poco prima che la gru scaricasse la merce dalla Mol Renaissance, battente bandiera liberiana, attraccata al terminal Sech di Calata Sanità. Forse l'operaio ha perso l'equilibrio e il parapetto lungo la fiancata della nave non l'ha trattenuto. E' caduto da un'altezza di venti metri finendo sulla banchina: è morto sul colpo. Anche suo padre fu vittima di un infortunio sulle banchine del porto di Genova quando Fabrizio era ancora un bambino.

Fermi tutti i porti. Immediata la reazione dei sindacati che hanno proclamato uno sciopero nazionale in tutti i porti secondo orari che le federazioni Cgil-Cisl e Uil decideranno localmente. Bloccato da stamane lo scalo genovese per 48 ore. Momenti di tensione all'ingresso della scalo quando qualche camionista ha tentato di forzare il blocco ma è stato dissuaso in maniera severa e ferma dai portuali. Il primo a raggiungere la banchina è stato Paride Batini, leader storico della Culmv. Gli operai del porto sono scesi in corteo lungo le strade del centro della città e, sotto le finestre della Prefettura, hanno protestato contro la carenza di sicurezza sui posti di lavoro. Alla testa della manifestazione il sindaco Marta Vincenzi e il neopresidente dell'Autorità portuale Luigi Merlo che hanno incontrato il prefetto.

"Subito decreti sicurezza sul lavoro". "Ci vuole una svolta culturale nel paese", suggerisce Fausto Bertinotti. "Siamo nel sessantesimo anniversario della Costituzione repubblicana", dice il presidente della Camera parlando alla trasmissione televisiva Unomattina. "Nell'articolo 1 è scritto che la Repubblica è fondata sul lavoro: facciamo che sia davvero così". Simile il commento di Gianni Pagliarini, presidente della commissione lavoro della Camera: "Il Governo deve subito convocare un Consiglio dei ministri per presentare i decreti attuativi necessari a perfezionare e completare il nuovo Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro". Proprio ieri, beffardo segno del destino, il presidente dell'Autorità portuale di Genova Luigi Merlo e il console Paride Batini, presidente della Culmv, si erano incontrati per parlare di sicurezza in porto. "Emerge chiaramente - ha detto Luigi Merlo - una responsabilità della politica nel ritardo della riforma della legge sulla gestione dei porti. Servono norme che garantiscano un giusto equilibrio nei rapporti tra autorità, lavoratori e imprese, servono poteri sanzionatori molto più incisivi per i gestori dei porti".

Fonte: repubblica.it

Non si possono definite Fatalità!! - Vedere i filmati allegati all'articolo  

http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=17832

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Adrov
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Bassaumbria
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Località: UMBRIA

MessaggioInviato: Lun 3 Mar 2008 - 19:33    Oggetto: Rispondi citando

Molfetta, strage in una cisterna
Quattro operai morti intossicati

I soccorritori alla Truck Center

MOLFETTA - Un'altra strage sul lavoro. A Molfetta, quattro operai sono morti intossicati dalle esalazioni di acido solforico sprigionate durante il lavaggio di un'autocisterna adibita la trasporto dello zolfo in polvere. Ricoverato anche un quinto intossicato: le sue condizioni però appaiono non preoccupanti. Tra le vittime - tre di Molfetta, una di Andria - il titolare dell'azienda, Vincenzo Altomare, e l'autista dell'autocisterna. Aperta un'indagine: sembra che gli operai non indossessero gli autorespiratori indispensabili quando si lavora in ambienti tossici.

LA MAPPA

http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=gallery&cont_id=225

L'incidente è avvenuto nel pomeriggio all'interno dell'azienda Truck Center che si occupa di parcheggi, attrezzature e impianti nella zona industriale del paese. Il primo operaio si è calato nell'autocisterna e subito si è sentito male per le esalazioni; gli altri lo hanno raggiunto per aiutarlo ma sono rimasti intossicati anche loro.

LE FOTO

http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/incidente-molfetta/1.html

Un incidente del tutto simile a quello accaduto non più di un mese e mezzo fa a bordo di una nave attraccata a Porto Marghera. Morirono soffocati due operai calati nella stiva del mercantile satura di anidride carbonica; intossicato un terzo compagno di lavoro che aveva tentato di soccorrerli.

Prosegue così la catena della morti bianche. "Una tragica catena di morte", come ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Dalla tragedia della Thyssen a oggi, si è registrato un lutto al giorno. A testimonianza che il problema della sicurezza sul lavoro è tutt'altro che risolto.

Fonte: Repubblica.it
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Località: Treviso

MessaggioInviato: Lun 3 Mar 2008 - 19:46    Oggetto: Rispondi citando

Vorrei che tutto il Forum si stringesse in un abbraccio fortissimo ai familiari di tutti gli scomparsi in queste terribili tragedie sul lavoro.
Con il pianto nel cuore esprimo, a nome di tutta la community, le piu' sentite condoglianze alle famiglie delle vittime di queste stragi che sembrano non avere mai fine.

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Hai controllato le scadenze sulla sicurezza del 2010? Clicca qui per vedere se sei in regola!


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catanga




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MessaggioInviato: Lun 3 Mar 2008 - 20:14    Oggetto: Rispondi citando

I morti sono 5.

Il mio cordoglio a tutti i familiari.
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catanga




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MessaggioInviato: Lun 3 Mar 2008 - 20:19    Oggetto: Rispondi citando

Questo è il tipico infortunio plurimo in "spazi confinati".

Si muore perchè non c'è un'adeguata percezione del rischio sia in chi dirige ed organizza i lavori sia in chi li esegue.

Nessuno addestra queste persone per eseguire lavori come questi.

Eppure le regole sono semplici e neanche costose.
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catanga




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MessaggioInviato: Lun 3 Mar 2008 - 21:16    Oggetto: Rispondi citando

Il quinto operaio, un ragazzo di 24 anni, che sembrava morto quando era stato estratto, sembra si sia ripreso anche se rimane in gravissime condizioni all'ospedale.

Almeono uno si è salvato.

Naturalmente, i "soliti noti" hanno ricominciato il balletto sul palcoscenico richiedendo nuove norme, nuove sanzioni, ecc., ecc., insomma la solita solfa.

Ma qualcuno, glielo può dire che è dal 1955 che una serie di articoli del 547 prevedono determinate cautele preventive prima di operare negli spazi confinati (articoli 236, 237, 246, ecc.).


Non sono certo le norme a mancare!
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Nofer
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MessaggioInviato: Mar 4 Mar 2008 - 0:33    Oggetto: Rispondi citando

mi associo allo sconforto, all'amarezza, alla delusione, ma anche all'ira che traspare dalle parole di catanghinobellissimo.
Questi ca... beh, insomma, quelli che oggi credono di sapere tutto, sì e no hanno letto la 626: niente storia legislativa, niente nozioni di base sull'antinfortunistica, niente voglia di studiare.  
Puro contrabbando.
E la gente muore...

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Nofer
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La nuova omertà è non voler sapere (Roberto Saviano)
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soluzione
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Località: Lombardia

MessaggioInviato: Mar 4 Mar 2008 - 6:37    Oggetto: .... ancora Rispondi citando

............e si continua a morire sul lavoro..............
questi nostri politici non vedono altro che rivedere la legislazione, come se fosse la salvezza......
Ma perchè questi signori sono così lontano dalla realtà del lavoro?
Le norme esistono, eccome se esistono !
Che sconforto, che schifo!
Con cordoglio, Alessandro
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Pablito




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MessaggioInviato: Mar 4 Mar 2008 - 9:09    Oggetto: Rispondi citando

Leggo proprio ora che anche il quinto operaio è morto.

Molfetta, le vittime sono cinque
'Urlavano, non potevo far nulla'
Domani il decreto sicurezza


Non ce l'ha fatta anche Michele Tasca, 20 anni.
La tragedia durante il lavaggio di un'autocisterna per il trasporto di polvere di zolfo.
Ciascuno cercava di salvare gli altri.
Tra loro il titolare dell'impresa.
Il racconto del sesto lavoratore.
Napolitano: "Reagire subito".
I sindacati chiedono il provvedimento


qui un articolo completo

http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/incidenti-lavoro/decreto-sicurezza-lavoro/decreto-sicurezza-lavoro.html

Rischio infortuni, 2 anni di prigione
- Prevenzione, vigilanza, ispezioni, ma soprattutto sanzioni più severe per fermare la contabilità degli incidenti e dei morti sul lavoro. C'è tutto questo nel testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro a cui hanno lavorato i ministeri del Lavoro e della Salute: più di 300 articoli che riordinano 50 anni di legislazione. È già pronta una bozza che domani potrebbe essere consegnata a palazzo Chigi; manca ancora un passaggio al ministero della Giustizia per valutare la parte sulle sanzioni che contiene alcune novità.

La bozza prevede tre livelli di sanzione: per le violazioni non sostanziali, che non provocano rischi per i lavoratori, ci sono solo delle ammende, ma saranno più severe le contravvenzioni anche per progettisti, fabbricanti, installatori. C'è l'arresto da sei a dodici mesi o l'ammenda fino a 15 mila euro per il datore di lavoro che non fa la valutazione del rischio o non nomina il responsabile della prevenzione e per le altre violazioni che mettono in pericolo i lavoratori.

Per le aziende con rischi chimici, esplosivi o cancerogeni e le imprese edili, in caso di violazioni più gravi, è previsto l'arresto fino a due anni, senza alternative. Le nuove norme inoltre recuperano le aggravanti già previste in caso di lesioni colpose e omicidio colposo.

Sono sanzioni proporzionate alla gravità della violazione, spiega Cesare Damiano, ministro del Lavoro: "Non al di sotto di quanto prevede la legge 626 del 1994 e non al di sopra di quanto stabilito dalla delega". Proprio la legge delega, la numero 123, approvata ad agosto, contiene delle norme che sono già operative, come la sospensione dell'attività o la chiusura del cantiere fino alla messa in regola, per le aziende che non rispettano le norme sulla sicurezza.

Ma il testo unico prevede anche il rafforzamento delle attività ispettive, la formazione dei lavoratori e incentivi per le imprese che si mettono in regola. Le sanzioni da sole non bastano anche perché spesso arrivano quando non c'è più niente da fare, spiegano al ministero, ma se sono proporzionate alle violazioni possono fare da deterrente e ridurre il numero degli infortuni che negli ultimi anni sono sempre stati più di 900 mila.

I morti sul lavoro, invece, sono più di 100 al mese: nel 2006 sono stati 1341, mentre il conto per il 2007 non è ancora pronto, ma secondo le denunce trattate finora dall'Inail, l'anno scorso gli infortuni mortali sono stati meno di 1300. Per il 2008 non ci sono dati certi: secondo la Cgil i lavoratori morti dall'inizio dell'anno sono almeno 180: dati sottostimati, spiegano al sindacato, perché serve tempo per verificare le cause degli incidenti.

Servirà del tempo anche per il via libera al testo unico: la delega scade a maggio, ma dopo l'approvazione del governo le nuove norme dovranno passare al vaglio delle commissioni parlamentari competenti e della conferenza Stato-Regioni. I morti di questi giorni, dice Damiano, siano un invito a tutte le parti in causa: "serve un atto di responsabilità per vincere le resistenze residue all'approvazione del testo, nell'interesse generale del paese". Ogni giorno perso, dicono le statistiche, ci sono tre morti in più.
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manfro
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MessaggioInviato: Mar 4 Mar 2008 - 10:04    Oggetto: Rispondi citando

uuuuu che bello amici arriva la soluzione di tutti i problemi della sicurezza sul lavoro, signori e signore....il testo unico....
evviva i sindacati, evviva Napolitano, evviva i giornalisti, evviva chi deve vendere fumo, evviva la destra, evviva la sinistra, evviva le semidestra, evviva la semisinistra, evviva il centro, evviva il semicentro, evviva il datori di lavoro furbi e criminali, evviva il lavoro interinale, evviva i turni di lavoro di 12 ore, evviva i lavoratori superbi e distratti, evviva quelli che dicono "sono 30 anni che lavoro così, tu adesso che vuoi", evviva quelli che dicono "e si, se faccio tutte ste cose, non si lavora più", evviva i tecnici cartai, evviva pure noi che ci incazziamo come le bisce.
Ora voglio vedere, se davvero mai entrerà in vigore, alla prossima inevitabile tragedia, che cosa verrà richiesto da Lor signori, una nuova legge per sostituire il nuovo TU? o finalmente apriranno gli occhi?
io davvero non ho più parole per insultare nel mio intimo chi presta il fianco a queste cose.

condoglianze alle famiglie e ai colleghi, non ci si riprende più da queste tragedie.
Comunque più che di infortunio sul lavoro (se non il primo poveretto che si è sentito male) direi si è trattata di una tragedia dell'amicizia e dell'assoluto altruismo.
Chi è entrato per salvare (e purtroppo ci è rimasto), è un vero eroe!
manfro

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"lasciate il mondo un pò migliore di come l'avete trovato." BP
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Adrov
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MessaggioInviato: Mar 4 Mar 2008 - 10:54    Oggetto: Ritorniamo in media Rispondi citando

Quoto Manfro!!

Probabilmente bisognerebbe essere più umili ed andare a guardare cosa fanno gli altri Stati più "civili" in merito alla sicurezza sul lavoro (es. Francia, Germania, Inghilterra).


Erano un po' di giorni che i morti sul lavoro erano "carenti", con i sei di ieri siamo ritornati in media!!!!!!!!!!!!!!!!



Ai cinque morti di Molfetta bisogna aggiungere anche questo:

04/03/2008 08:47
PRIMOPIANO
OPERAIO MORTO FOLGORATO NEI PRESSI DI ROMA
Un operaio macedone, di 34 anni, è morto folgorato nel primo pomeriggio a Bracciano (Roma). Secondo quanto accertato dai carabinieri, l'uomo stava tagliando dei rami da un albero, quando per cause ancora da accertare ha urtato una linea elettrica dell'alta tensione ed è rimasto folgorato. L'operaio era dipendente di una società che si occupa di pulizia e rimozione degli intralci alle linee elettriche. Subito dopo l'incidente l'uomo è stato trasportato all'ospedale di Bracciano dove è giunto già morto.

Fonte televideo.rai.it

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MessaggioInviato: Mer 5 Mar 2008 - 10:34    Oggetto: !?!?! Rispondi citando

Imperia | 4 marzo 2008
Crolla muro di un'abitazione, ucciso operaio a Imperia
Un operaio edile di 38 anni è morto questo pomeriggio a Diano Marina (Imperia) travolto dal muro di contenimento di un'abitazione. L'uomo stava lavorando alla realizzazzione del tracciato di un impianto fognario. Erano stati compiuti alcuni scavi nel terreno, quando è improvvisamente crollato il muro. L'operaio è stato travolto ed è morto sul colpo.

Assieme all'uomo, al momento della disgrazia, stava lavorando anche un altro operaio, che si si è salvato, trovandosi a distanza di sicurezza, su un escavatore.

Sulla vicenda, il sostituto procuratore di Imperia ha annunciato che aprirà un'inchiesta per omicidio colposo. Ancora in fase di accertamento, da parte dei carabinieri e dell'ufficio infortuni dell'Asl, le cause dell'incidente. Sulle persone eventualmente coinvolte nella morte dell'operaio, che lavorava per l'impresa del fratello, il magistrato non ha escluso alcuna responsabilità.

Fonte: rainews24.it

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MessaggioInviato: Mer 5 Mar 2008 - 10:40    Oggetto: Dimenticanza ... Rispondi citando

...

Reggio Calabria | 25 febbraio 2008
Morti sul lavoro. Nuova vittima nel Reggino, un uomo e' morto dopo essere caduto da un muro
Nuovo incidente sul lavoro, un uomo è  morto in seguito alla caduta di un muro. L'incidente è avvenuto in contrada Guarino di Siderno, nel Reggino, nella serata di ieri.

La vittima non ha ancora un nome, anche se - secondo i carabinieri - ovrebbe
trattarsi di M.S. di 43 anni, di nazionalità  indiana.  Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti  l'uomo è morto mentre stava lavorando in uno stabile in fase di costruzione, ora  posto sotto sequestro. La salma è stata portata nella sala mortuaria del locale ospedale.

Fonte rainews24.it

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MessaggioInviato: Gio 6 Mar 2008 - 16:28    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Originariamente scritto da Bond:
Non è mortale ma...

DRAMMA SUL LAVORO
Rovigo, 26 gennaio 2008
Il raccapricciante infortunio sul lavoro risale a mercoledì pomeriggio: il 17enne M.R., mentre stava lavorando con un’impastatrice in un pastificio di via Eridania a Santa Maria Maddalena, aveva avuto il braccio destro stritolato dopo essere rimasto impigliato con gli abiti nel macchinario. Ieri, dopo due giorni di tentativi di salvargli l’arto, i medici sono stati costretti con un’operazione delicatissima, ad amputargli il braccio. Un’epilogo doloroso per il ragazzo e per la sua famiglia, il padre vigile del fuoco, la madre e i tre fratelli.

Fonte: il Resto del Carlino di Rovigo

Ciaaa
Bond
E perchè è successo? perchè la macchina era stata manomessa e non era sicura.
Come dico da 15 anni: se la macchina o il luogo di lavoro sono pericolosi può anche andar bene, ma il giorno in cui il lavoratore si distrae un attimo, ci scappa il morto (o il braccio) .
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MessaggioInviato: Mer 12 Mar 2008 - 14:52    Oggetto: Rispondi citando

L'uomo, Antonio Stramandinoli, stava compiendo lavori di riparazione
a una pressa all'interno dello stabilimento Mac di Chivasso. Inutili i soccorsi

Incidente sul lavoro nel torinese
muore operaio trentasettenne


TORINO - Ancora una morte sul lavoro, questa volta nel torinese. La vittima è un operaio italiano dipendente della Comao, che, poco prima della mezzanotte di ieri, stava stava compiendo dei lavori di riparazione a una pressa all'interno della Mac di Chivasso (Torino), una ditta di stampaggio che opera per conto di diverse case automobilistiche, tra cui Fiat e Lancia.

Secondo quanto si è appreso, l'uomo è stato colpito da un pistone che serviva da ammortizzatore della pressa. Per ragioni ancora sconosciute, il pistone si è disarticolato dal macchinario, e l'ha colpito in modo mortale allo stomaco. E' stato soccorso in un primo momento dai colleghi; poi i medici del 118 hanno tentato inutilmente di rianimarlo. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

L'operaio si chiamava Antonio Stramandinoli, e aveva 37 anni. Era nato a Lombriasco, in provincia di Torino. Lascia moglie e due figli. Subito dopo l'incidente, sono arrivati sul posto colleghi della vittima. I sindacati hanno deciso di indire per oggi uno sciopero all'interno dello stabilimento Mac.

(12 marzo 2008)

Fonte: repubblica.it

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MessaggioInviato: Ven 21 Mar 2008 - 11:55    Oggetto: Purtroppo ... a volte la fiction non è proprio ... finta Rispondi citando

A Sesto San Giovanni, partecipava alla serie Tv Vite sospese per Rai2
Trent'anni, torinese, da 5 faceva la controfigura nelle scene più pericolose


Fiction tragica, stuntman si lancia
e muore ripreso dalle telecamere


E nelle Marche un operaio schiacciato da una pressa. Ferito 17enne a Messina

MILANO - La registrazione di una fiction diventa tragica realtà a Sesto San Giovanni. Uno stuntman che per esigenze televisive doveva cadere da un'impalcatura su un materasso, ha invece picchiato con la testa contro un ferro. E' ricoverato nell'ospedale di Niguarda "clinicamente morto"; la famiglia ha già autorizzato l'espianto degli organi. Nicolò Ricci, torinese di 30 anni, faceva la controfigura da poco più di 5. Si è gettato da un'altezza di 4-5 metri. La sceneggiatura, per una sinistra fatalità, si è rilevata identica alla realtà. Nel copione si parlava di un infortunio mortale in un cantiere edile. Dopo l'incidente l'attore avrebbe dovuto essere ricoverato in ospedale. Così purtroppo è successo ma non per finzione.

La morte dello stuntman è rimasta impressa sul nastro della telecamera. "Un incidente in diretta", ha detto Laura Bodini, responsabile per la sicurezza sul lavoro dell'Asl di Sesto. Il set e la cassetta con le tragiche immagini sono state sequestrate.

La fiction per la quale la società produttrice girava le scene nel cantiere edile, si chiama "Vite sospese-Hospital Center" in programmazione prossimamente su Rai2. Una serie televisiva ambientata in corsia, tra incidenti e amori in camice bianco. Generalmente la registrazione avveniva negli studi del'East End Studios di Milano ma ieri la troupe si era spostata a Sesto San Giovanni per le riprese all'esterno.

La scena della caduta era pericolosa. La direzione della produzione lo sapeva ed aveva invitato un'ambulanza, una squadra di pompieri ed una volante della polizia ad assistere alle prove. Durante la prima scena, lo stuntman è caduto sul materasso gonfiabile, ma nel secondo lancio ha battuto il capo contro l'impalcatura e ha perso coscienza.

Schiacciato da una pressa nelle Marche.
Trent'anni aveva anche un operaio di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), morto schiacciato da una pressa mentre lavorava nello stabilimento di un'azienda che produce profilati metallici in Contrada Valle Cupa di Colonnella (Teramo). Massimo Luciani stava lavorando nei pressi del macchinario quando è accaduto l'incidente: non è ancora chiara la dinamica dell'infortunio. Il magistrato titolare dell'inchiesta ha disposto il sequestro della pressa.


E sempre oggi un 17enne è rimasto gravemente ferito dal gancio di una gru al molo Colapesce del porto di Messina.

(20 marzo 2008)

Fonte: repubblica.it

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MessaggioInviato: Ven 21 Mar 2008 - 12:04    Oggetto: ... Rispondi citando

Cuneo | 15 marzo 2008
Un operaio e' morto nel cuneese, schiacciato da una struttura di ferro
Un operaio torinese di 55 anni, Virginio Spirito, ha perso la vita oggi pomeriggio schiacciato da una struttura in ferro a Cherasco (Cuneo). L'uomo, due figli, di Racconigi (Torino), stava lavorando con dei colleghi per sistemare una cappa di acciaio, quando per cause ancora da accertare, il "pezzo" si è staccato investendolo. L'operaio è morto sul colpo.

Fonte: rainews24.it

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MessaggioInviato: Gio 27 Mar 2008 - 14:37    Oggetto: Altri due Rispondi citando

Melfi | 26 marzo 2008
Melfi, sciopero alla Fiat per la morte sul lavoro di un operaio nel turno di notte
"La tragedia che ha ucciso Domenico Monopoli e colpito la sua famiglia ci pone, per l'ennesima volta, di fronte al drammatico problema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Una questione che dobbiamo affrontare con la piena ed assoluta consapevolezza che lavorare in ambienti sicuri e protetti è un bene più prezioso del pur legittimo profitto imprenditoriale". Così il sindaco di Cerignola, Matteo Valentino, alla notizia del decesso dell'operaio cerignolano avvenuto in seguito ad un incidente nella Fiat di Melfi.

I sindacati hanno proclamato due ore di sciopero per turno nello stabilimento.

Secondo la Fiom, "il lavoratore stava eseguendo, comandato da responsabili aziendali, un intervento di ripristino degli impianti di verniciatura, su di un soppalco al di sopra della Ute 2, per il riavvio della produzione quando è precipitato al suolo. Le condizioni del lavoratore sono apparse subito gravissime ai compagni di lavoro e ai delegati accorsi sul posto, tanto da spingere da subito al fermo delle produzioni anche con lo sciopero all'interno dello stabilimento per chiedere risposte da parte della Fiat".

L'operaio è caduto da un'altezza di circa 4 metri mentre faceva il turno di notte nel reparto verniciatura e questa mattina si è spento in seguito alle ferite riportate. La magistratura di Melfi sta indagando sul caso ed ha aperto una inchiesta per appurare le cause dell'incidente.



Parma | 26 marzo 2008
Muore in cantiere a Parma, denuncia della Filt-Cgil
Marco Gelati, un operaio di 52 anni di Parma, ha perso la vita la scorsa notte a Parma travolto da alcuni bancali che stava sollevando con un carrello elevatore in un magazzino gestito dalla Cooperativa Taddei, per conto della societa' di logistica Number One.
Stando ai primi accertamenti, l'uomo, che era alla guida del carrello, sarebbe stato colto da malore e avrebbe perso successivamente il controllo del mezzo che avrebbe cosi' rovesciato sull'operaio il materiale.  

Sull'incidente e' stata aperta un'indagine da parte della Procura di Parma e dell'Ispettorato del Lavoro.

Denuncia della Filt-Cgil
"A quanto risulta il magazzino nel quale stava operando era stato recentemente oggetto di verifiche ispettive. La Cooperativa Taddei, della quale Gelati era socio lavoratore, non e' certo di quelle che hanno alti turn over e personale gettato nella mischia con pochi scrupoli. Al contrario si puo' dire sia caratterizzata da assetti piuttosto stabili e personale di una certa esperienza". E poiche', spiega Fabio Garavina, segretario Filt-Cgil di Parma, "la somma di questi elementi non torna", "chiediamo agli inquirenti di fare piena luce sull'accaduto".
   
Se infatti per il rappresentante dei lavoratori "non siamo quindi fino ad ora in condizione di parlare di un incidente sul lavoro", tuttavia, se le indagini dovessero affermare l'ipotesi di un infortunio, "la questione non potrebbe che volgere in denuncia anche da parte delle organizzazioni sindacali". Alla famiglia della vittima "il profondo cordoglio del sindacato".
 
Ma, "al di la' di qualsiasi riferimento a fatti dei quali non e' ancora sufficientemente chiara la dinamica - ha aggiunto Valentina Anelli, segretaria confederale Cgil con delega sulla sicurezza - c'e' comunque nel nostro paese il grande tema della scarsa sicurezza nei posti di lavoro. Troppo spesso trascurata e troppo spesso causa di veri e propri 'sacrifici umani' quotidiani. Non bastano i pronunciamenti. Da questa situazione si puo' uscire soltanto se tutti i soggetti che sono coinvolti nel sistema produrranno uno sforzo condiviso ed eccezionale.

Almeno quanto eccezionale e' la situazione di carenza nell'applicazione di una normativa assolutamente significativa e fondamentale quale quella sulla sicurezza sul lavoro, oggi rafforzata dall'approvazione del testo unico".


Fonte: rainews24.it

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MessaggioInviato: Lun 31 Mar 2008 - 14:58    Oggetto: Due Rispondi citando

Michele Sposito De Lucia è caduto da un'impalcatura in Campania
Stessa dinamica in Abruzzo, dove ha perso la vita il romeno Ioann Mariciuck

Due operai morti a Caserta e Teramo
Precipitati da un'altezza di 20 metri

ROMA - Due operai, uno italiano e uno romeno, accomunati dallo stesso tragico destino. Altre due vite spezzate sul posto di lavoro, a Caserta e a Teramo.

Nella città campana un uomo è morto cadendo da un'impalcatura in un cantiere nel centro: Michele Sposito De Lucia, 39 anni, sposato con figli, è deceduto nella sala rianimazione dell'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano per le molteplici fratture riportate. L'operaio stava lavorando alla ristrutturazione della facciata di un fabbricato quando è precipitato da un saliscendi a circa venti metri di altezza dal suolo. Dai primi accertamenti pare che a farlo cadere sia stato lo spostamento incidentale di un'asse di legno.

L'altra vittima si chiamava Ioann Mariciuck, 44 anni. Lavorava allo smantellamento di una fabbrica. Anche lui è precipitato da un'altezza di circa venti metri. E' stato immediatamente portato al pronto soccorso ma vi è arrivato senza vita, per il gravissimo trauma cranico riportato nella caduta. Insieme a due colleghi Mariciuk stava rimuovendo macchinari e altro materiale ferroso. Gli agenti della polizia non hanno ancora ricostruito la dinamica dell'incidente: non si sa se ha perso l'equilibrio mentre tagliava qualcosa o se è stato colpito da un oggetto caduto dall'alto. Secondo le testimonianze raccolte, anche altri due operai, che stavano lavorando nello stesso cantiere, hanno rischiato di cadere.

(31 marzo 2008)

Fonte: repubblica.it

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MessaggioInviato: Mer 9 Apr 2008 - 11:09    Oggetto: Omicidi sul lavoro Rispondi citando

31 marzo 2008
Verona, un agricoltore schiacciato da un trattore
Un agricoltore veronese è morto schiacciato dal trattore con cui stava lavorando nella campagna d Vestenanova (Verona). La vittima si chiamava Angelo Siviero, di 75 anni. L'uomo era uscito col trattore per lavorare i campi quando, per cause in corso di accertamento, il mezzo si è ribaltato. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri di San Giovanni Ilarione.

Cuneo | 3 aprile 2008
Incidente mortale sul lavoro vicino Cuneo, folgorato un operaio
Un uomo di 52 anni e' rimasto folgorato a Centallo, nel cuneese, nei pressi del cavalcavia ferroviario in zona San Biagio, dopo le 14.
Sarebbe morto sul colpo l'uomo che, oggi pomeriggio, stava compiendo lavori di manutenzione con alcuni colleghi su pali dell'alta tensione, lungo una linea ferroviaria nella zona di Centallo, nel cuneese. L'operaio e' stato folgorato ed e' caduto a terra: si tratta di Aldo Botasso, 52 anni di San Rocco Bernezzo (CN), sposato e padre di due figli, dipendente Rfi - Rete ferroviaria italiana (gruppo Fs).
L'incidente sul lavoro e' avvenuto dopo le 14 all'altezza del cavalcavia in direzione Roata Chiusani: inutili i soccorsi dei colleghi e del 118, il cui personale e' giunto sul posto anche con l'elicottero, ma per l'uomo non c'e' stato nulla da fare. Ne e' seguito il sopralluogo di Vigili del Fuoco, Carabinieri e tecnici Spresal per cercare di ricostruire la dinamica dell'accaduto.


Potenza | 6 aprile 2008
Incidente sul lavoro a Potenza, agricoltore muore investito da un autocarro
L'agricoltore Vito Prussiano, 74 anni, e' morto la notte scorsa negli Ospedali riuniti di Foggia, in seguito alle ferite riportate ieri mentre era nella sua azienda agricola di Lavello (Potenza) dove e' stato investito da un autocarro in retromarcia.
 
Dopo l'incidente, Prussiano e' stato soccorso prima all'ospedale di Canosa (Bari) e poi trasferito a Foggia, dove e' stato ricoverato nel reparto di rianimazione con ferite a diverse parti del corpo e con un trauma addominale. Sull'incidente indagini sono in corso da parte dei Carabinieri.

Fonte: rainews24.it


» 2008-04-09 09:37
INCIDENTI LAVORO: MORTO ELETTRICISTA A CAGLIARI
CAGLIARI - Un operaio intento alla sistemazione di una pompa sommersa è morto ieri sera a Cagliari. E' stato trovato poco dopo le 21:30 con il viso immerso in un tombino colmo d'acqua. Il fatto è avvenuto in via Boiardo, nel cortile di un palazzo della Telecom, dove un elettricista di una ditta privata, Eolo Casu, di 49 anni, di Mogoro, stava lavorando da solo alla sistemazione di una pompa. Ancora non è chiaro come sia accaduto l'incidente. L'uomo potrebbe essere rimasto folgorato e poi esser caduto nel tombino pieno d'acqua o è rimasto incastrato e non è riuscito a sollevarsi. Per individuare le cause della morte il magistrato competente ha disposto un'autopsia. (ANSA).

Fonte: ansa.it

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